domenica 19 dicembre 2010

Torta di ricotta all'arancia in crosta cioccolatosa


Questa è la torta che ho preparato per il compleanno della mia dolce metà. Anche questa ricetta, come quella dei panini dolci, è tratta dal fantastico "Falling Cloudberries" di Tessa Kiros, un libro a mio avviso bellissimo che, tanto per rimanere in tema, potrebbe essere un bel regalo di Natale! 
In questo caso ho apportato qualche lieve modifica, soprattutto per quanto riguarda le quantità; dovendo trovare un neo a questa torta direi di usare un uovo in meno nel ripieno, dato che a cottura ultimata le uova sono un filo troppo evidenti come sapore... Tant'è che mio suocero dopo averla assaggiata mi ha detto: "Buona questa torta, ma è una frittata di ricotta?!"

Ingredienti:
100 g burro morbido
85 g di zucchero
150 g di farina
30 g di cacao amaro in polvere
un uovo sbattuto

3 uova sbattute
130 g di zucchero
la scorza di un' arancia bio
600 g di ricotta di pecora
3 cucchiai di succo di arancia

In una ciotola lavorare il burro e lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida, incorporarvi quindi la farina e il cacao setacciati e aggiungere l'uovo sbattuto, lavorando il composto che sarà dovrà risultare morbido, formare quindi una palla, ricoprirla con della pellicola alimentare e metterla in frigorifero per almeno un'ora.
Con un mattarello stendere un disco di pasta abbastanza grande da ricoprire uno stampo a bordi alti di circa 24 cm di diametro, ricoprirlo con un foglio di carta da forno e dei pesi (fagioli o simili) e far cuocere in forno già caldo a 180° per circa 25 minuti, dopo ciò eliminare i pesi e la carta da forno e continuare la cottura per altri 10 minuti, fino a quando il gusto si sarà asciugato.
Per il ripieno montare le uova con lo zucchero ottenendo un composto cremoso, aggiungere la ricotta, la scorza d'arancia grattuggiata e il succo d'arancia, amalgamare il tutto e versarlo nella crosta al cioccolato, cuocere quindi in forno a 180° per circa 40 minuti, o fino a quando il ripieno sarà sodo. Sfornare e servire tiepida o fredda.

lunedì 13 dicembre 2010

Colazione con i panini dolci alla cannella e cardamomo

 
Alla faccia della dieta, del regime depurativo e di tutte le cose simili che dicevo con convinzione fino a poco tempo fa... Dopo l'influenza e la conseguente apple pie sono successe cose che mi hanno vista festeggiare nei modi a me consoni: ottime bottiglie di vino e spumante, ottimo cibo e fantastici dolci!
I primi festeggiamenti erano dovuti alla conclusione di una vecchia situazione lavorativa non risolta - anzi, il lavoro era terminato ma non si era vista alcuna retribuzione! - alla quale finalmente l'altro giorno ho potuto mettere una enorme pietra sopra; poi c'è stato il compleanno della mia dolce metà, per il quale mi sono concessa un intero weekend non lavorativo, durante il quale non abbiamo fatto nulla di particolare, ma abbiamo potuto finalmente godere di un pò di tempo solo per noi, senza pensare alle cose per la nostra futura casina, senza andare in giro a visionare mobili e piastrelle! Abbiamo mangiato: al ristorante, a casa, sul divano; abbiamo camminato per mezza Milano illuminata e siamo andati in libreria, a mangiare con gli occhi i libri che ci interessano.

Tra le cose che abbiamo mangiato spiccano questi buonissimi panini dolci, del tutto scopiazzati dal bellissimo "Falling Cloudberries" di Tessa Kiros.

Ingredienti per circa 35 panini:
250 ml di latte tiepido
100 g di zucchero
25 g di lievito di birra (un cubetto)
un uovo leggermente sbattuto
125 g di butto ammorbidito a temperatura ambiente
semini pestati di 3 bacche di cardamomo
un cucchiaino di sale
650 g di farina
per l'interno:
2 cucchiaini di cannella in polvere
50 g di zucchero + un cucchiaio per decorare
80 g di burro a temperatura ambiente
un uovo sbattuto

Mettere in un recipiente il latte tiepido con lo zucchero e sbriciolarvi dentro il lievito di birra, sciogliendolo; lasciarlo poi riposare per una decina di minuti o fino a quando il lievito non inizierà ad attivarsi. Aggiungere  l'uovo, il burro, il sale e il cardamomo e amalgamare bene tutti gli ingredienti; incorporare la farina poco alla volta mescolando con un  cucchiaio di legno finchè possibile, quindi proseguire lavorando l'impasto a mano per almeno 5 minuti, fino ad ottenere un impasto soffice e compatto. Coprire quindi l'impasto con un panno pulito e una copertina e farlo lievitare in luogo tiepido per almeno due ore, deve raddoppiare il suo volume.
Preparare il "ripieno" mescolando lo zucchero con la cannella e dividendo il burro in 4 parti uguali.
Su un piano di lavoro leggermente infarinato dividere l'impasto in quattro parti: prendere la prima parte, coprendo le restanti con un telo per non farle asciugare. Con il mattarello stendere un rettangolo di pasta di circa 3 mm di spessore, spalmare una parte di burro con una spatola e distribuire 3 cucchiaini di zucchero alla cannella in  modo da coprire tutta la superficie, quindi arrotolare la pasta in modo da avere un salsicciotto. Tagliare il salsicciotto di pasta come si preferisce - io sono stata meno creativa di quanto suggerisce il libro e ho formato dei semplici paninetti. Ripetere lo stesso procedimenteo con le restanti parti di pasta. 
A questo punto è possibile o congelare i panini o cuocerli subito.
Nel primo caso sistemare i paninetti  su un vassoio coperto da carta da forno, coprirli con della pellicola alimentare e metterli in freezer; appena saranno congelati sarà possibile trasferirli in dei sacchetti, quando poi si vorrà cuocerli sarà sufficiente tirarli fuori dal freezer la sera precedente e sistemarli su una teglia per poi procedere alla spennellata con l'uovo e alla cottura il mattino successivo.
Se invece non si vuole aspettare accendere il forno a 180°, sistemare i paninetti su una teglia coperta da carta da forno ben distanziati tra loro, spennellare la superficie con l'uovo sbattuto e cospargere con un pò di zucchero, quindi far lievitare per circa 20 minuti aspettando che il forno raggiunga la temperatura indicata e cuocerli per circa 20 minuti, o fino a quando non saranno dorati.

venerdì 3 dicembre 2010

Apple pie


Questa apple pie nasce dal desiderio di un ragazzo influenzato e dalla sua ragazza  - ugualmente influenzata - pronta a soddisfare la sua richiesta.
Non ci capita mai di trascorrere due giorni di seguito a casa insieme, dato che abbiamo ritmi lavorativi inconciliabili... per la prima volta in più di due anni di convivenza però ci siamo trovati malati insieme e la cosa mi è sembrata assai strana. Dopo questi due giorni forzati a letto tra furti di coperte e infusi caldi ho concluso che:
- quando le persone normali stanno male di solito non hanno molto appetito, invece noi diventiamo ancora più golosi;
- quando Qualcuno sta male è al limite della lagnosità e nonostante tutto io mi trovo sempre più immersa nelle faccende domestiche a causa sua!

Ecco la mia brutta ma buona apple pie, estremamente cannellosa - tra le altre cose ho scoperto che il profumo e il sapore della cannella mi aiutano a star meglio...

Ingredienti:
300 g di farina
130 g di burro
50 ml di acqua fredda 
un pizzico di sale

per il ripieno.
4 mele
4 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di farina
cannella a piacere 

un tuorlo 
3 cucchiai di latte
1 cucchiai di zucchero di canna

Mettere in una ciotola la farina con il sale, il burro freddo a pezzi e iniziare ad incorporare tra loro gli ingredienti aggiungendo l'acqua e ottenendo un composto omogeneo; formare una palla, appiattirla leggermente, avvolgerla con della pellicola alimentare e farla riposare in frigorifero per almeno 30 minuti.
Sbucciare le mele, privarle dei semi e tagliarle a spicchi; sistemarle in una ciotola insieme allo zucchero, alla farina e alla cannella, amalgamando delicatamente gli ingredienti  e avendo cura di non rovinare le mele.
Tirare fuori dal frigo l'impasto e dividerlo in due, stendere le due parti con il mattarello ottenendo due dischi di pasta sottili; usare il primo disco per foderare una tortiera imburrata (o ricoperta con della carta da forno), disporre quindi  il ripieno di mele all'interno e ricoprire il tutto con il secondo disco di pasta, chiudendo bene i bordi. Diluire il tuorlo nel latte, spennellare la superficie della torta, spolverizzando con lo zucchero di canna.
Far cuocere in forno già caldo a 180° per 45 minuti o fino a quando la torta non sarà leggermente dorata. Da gustare tiepida.

martedì 23 novembre 2010

Cupcake pere e cioccolato con copertura goduriosa


Ieri ho avuto la scellerata idea di acquistare delle batterie nuove per la bilancia che giaceva in bagno ormai inutilizzata da mesi... Appena sistemate le batterie nuove, presa dall'impulso di dimostrare a me stessa e a Qualcuno che nonostante tutto nessun chilo cattivo si era aggiunto ai miei abituali rotolini, sono salita tutta contenta e... orrore! Mai visto una numero così alto sotto i miei piedi nudi! Quindi da oggi corro ai ripari e mi rifugio in una sorta di dieta, promettendo a me stessa di dare un calcio alla pigrizia e di fare anche un pò di movimento.
Questi dolcetti, chiamiamoli pure i cupcakes, sono quindi gli ultimi dolcetti ultracalorici che posto :-( almeno per le prossime settimane!
Avrei voluto farne altri, forse più elaborati e meno banali, ma pazienza! Questi sono buoni, anzi buonissimi, e ieri mi sono goduta l'ultimo superstite fino all'ultima briciola.

Con questa ricetta partecipo al bel contest Swirl me up di Gaia e Alice


Ingredienti per 14 cupcakes:
230 g di farina
30 g di cacao amaro
110 g di zucchero
un cucchiaino e mezzo di cremor tartaro
20 cl di latte
un pizzico di fleur de sal
2 uova
120 g di burro da centrifuga
una pera
200 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
55 g di zucchero a velo
2 cucchiai di whisky

Lavorare il burro morbido a pomata con  lo zucchero, aggiungere poi le uova, imporporandole al composto una alla volta e in seguito la farina setacciata con il cacao e il cremor tartaro e il fleur de sal, amalgamare bene il tutto aggiungendo il latte; unire quindi la pera sbucciata e tagliata a piccoli pezzi. Versare il composto negli appositi pirottini riempiendoli per 2/3 e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti, dopo di che sfornarli e farli raffreddare.
Preparare la copertura mescolando il formaggio con lo zucchero e il whisky ottenendo una crema morbida ma soda, farla riposare quindi in frigorifero per almeno 30 minuti prima di versarla in una sac à poche e usarla per ricoprire la superficie dei cupcakes.

giovedì 18 novembre 2010

I forni son desideri...



Quando alla pigrizia innata si unisce la ricerca quasi ossessiva di informazioni tecniche, commenti, giri espositivi e progettazione quasi totale di una nuova casa può succedere che una pseudo-blogger latiti dalla sua stessa creatura - come sono sentimentale - e dai blog che più le piacciono. Spesso la latitanza è estesa anche alla cucina, con conseguenze spaventose: torte che non lievitano, cibi non propriamente sani e cucinati un pò a casaccio, gorgonzola a go go, qualche chilo di troppo.
Ora, in attesa di confermare il tutto, le "strutture" sembrano essere definite: avremo la parete della sala così come l'abbiamo disegnata noi, la cucina che per mesi abbiamo studiato, l'armadio, i comodini... dobbiamo solo definire i colori, trovare un buon letto, il divano adatto alle nostre misure e ... scegliere gli elettromestici! Soprattutto ho difficoltà con la scelta del forno. Ho sempre desiderato un forno tutto mio, sin da piccola, quando facevo i capricci per avere il dolce forno - desiderio mai realizzato! Dopo anni spesi cercando di assecondare forni vecchi con modalità di cottura da improvvisare vorrei scegliere un buon forno,  ma appena penso di aver trovato quello giusto mi ritrovo a leggere un commento negativo :-( 
Quindi ho pensato di chiedere un consiglio a chi dal proprio forno ottiene delizioni manicaretti... Voi che forno avete?
In attesa di consigli, ecco un dolcetto adatto a rallegrare una giornata di dubbi e di pioggia...

Tortina brulè di zucca
Ingredienti per 8 tortine:
per la pasta sablèe (direttamente da Felder)
250 g di farina
90 g di zucchero
140 g di burro
un tuorlo 

per la creme brulè:
2 tuorli
250 g di panna fresca
70 g di zucca
50 g di zucchero 
cannella
zucchero di canna per la caramellatura finale

Versare la farina setacciata e lo zucchero in un recipiente, aggiungere il burro a pezzetti e lavorare il tutto con la punta delle dita fino a ottenere un composto sabbioso. Aggiungere quindi il tuorlo ed impastare velocemente, formare una palla, coprirla con della pellicola e lasciarla riposare in frigo per almeno 2 ore.  
Con il mattarello stendere la pasta negli appositi stampi, bucherellare il fondo e far riposare nuovamente in frigo per circa 20 minuti, quindi infornare i gusci di tortine nel forno già caldo a 190° per circa 20 minuti, o fino a quando non saranno leggermente dorate. Intanto preparare la crema.
Tagliare a dadini la zucca già pulita, metterla in un pentolino con la panna e farla cuocere per circa10 minuti, o finchè non sarà tenera, quindi frullare il tutto. In una ciotola lavorare i tuorli con lo zucchero e la cannella, versarvi poi la panna con la zucca mescolando continuamente. 
Filtrare con un colino distribuendo il composto nei gusci di pasta, e rimettere in forno caldo per circa 15-20 minuti ancora - la crema dovrà essere piuttosto morbida al centro; far raffreddare e riposare successivamente in frigo. Al momento di servire cospargere sulla superficie un cucchiaio di zucchero di canna e caramellare con l'apposito cannello.

venerdì 12 novembre 2010

Muffin alle spezie rosa



Sostituendo la creme fraiche al burro (o olio) nei dolci ho scoperto l'acqua calda, lo so, ma mi piace molto l'effetto "soffice garantito" che riesce a conferire. Creme fraiche a parte questi muffin non hanno niente di particolare, se non l'uso di un mix di spezie dal profumo inebriante che ho acquistato qualche tempo fa al Naturasì... Il profumo è davvero fantastico! Il suo prossimo utilizzo da parte mia sarà in un coccoloso e rassicurante risolatte, che da un po' mi manca.
Dopo questa piccola introduzione profumata e leggera vado a prepararmi per una missione segreta - più o meno - che mi vedrà in terra pugliese per un giorno... Missione a parte so già che approfitterò della mia trasferta per:
- andare a mangiare un buonissimo panzerotto fritto da Gigi la puzza;
- comprare e successivamente mangiare della stracciatella;
- concedermi un piccolo sospiro (è un dolce tipico) a merenda;
- fare la fila per una ruota di focaccia barese;
Spero di trovare il tempo per fare anche il resto ;-)

Ingredienti per 12 muffins:
250 g di farina
200 g di creme fraiche
1 e 1/2 cucchiaio di mix di spezie contenenti pepe rosa, fragola in polvere, petali di rosa, pezzi di lampone, coriandolo e vaniglia
100 g di zucchero
1 uovo
10 cl di latte
2 cucchiaini di cremor tartaro
un pizzico di sale
una punta di bicarbonato
In una ciotola setacciare la farina e il cremor tartaro con lo zucchero, il sale e il bicarbonato; in un altra ciotola mescolare l'uovo con la creme fraiche e il latte. Versare quindi gli ingredienti umidi su quelli secchi, unire il mix di spezie e amalgare il composto con un cucchiaio. Riempire per 2/3 dei pirottini e cuocere in forno già caldo a 190° per circa 20 minuti, o finchè non saranno cotti, quindi sfornare e far raffreddare su una griglia.

venerdì 29 ottobre 2010

Banana bread


Paradossalmente non ho mai cucinato tanto come in quest'ultima settimana! Su commissione, per amicizia, per una insanabile voglia di dolce... Insomma, quando non ero al lavoro ero davanti al fornello!
Nonostante questa full immersion in cucina, ieri sera, mentre ero ancora invasa da pezzi di zucca in ogni minimo spazio della cucina-buco, mi è venuta voglia di fare un banana bread che avevo visto tempo fa da Alex.
La cosa buffa è che io ho sempre odiato le banane, come ho già raccontato qui. Ma questo banana bread mi chiamava, e quando un dolce chiama Gloria, Gloria non può resistere.
Questo cake é veramente buonissimo  - non ne avevo dubbi, Alex e le sue ricette sono sempre una garanzia! - e il profumo che esce dal forno durante la cottura è di quelli che ti mette subito di buonumore. 
Ecco il mio profumatissimo banana bread.

Ingredienti:
125 g di burro morbido
125 g di zucchero di canna
2 uova
2 stecche di vaniglia
4 banane mature
300 g di farina
un cucchiaino di bicarbonato
un pizzico di sale
cannella
60 g di mandorle tritate grossolanamente

Montare lo zucchero con il burro fino ad avere un composto spumoso, unire poi le uova e i semi estratti dalle stecche di vaniglia e continuare a lavorare per qualche minuto. Schiacciare bene le banane e aggiungerle al composto, unire poi la farina setacciata, il bicarbonato e il sale e amalgamare gli ingredienti senza lavorare troppo il composto; aggiungere quindi la cannella e le mandorle tritate e versare il tutto in uno stampo da plumcake imburrato, cuocere nel forno già caldo a 180° per circa un'ora (fare sempre la prova dello stecchino per controllare la cottura: il cake sarà pronto quando infilando uno stecchino nel cake questo uscirà completamente asciutto). Fare quindi raffreddare il cake su una griglia.

venerdì 15 ottobre 2010

Cake con pere e grappa alla vaniglia


Della serie "a volte ritornano" eccomi qui con una sofficissimo cake perfetto per la colazione! Senza dubbio è il cake più soffice che io abbia mai fatto!
Ogni tanto compro qualcosa senza avere bene in mente cosa farci, questa settimana ad esempio è toccato alla creme fraiche; poi casualmente, tra un catalogo di cucine e un preventivo di lavori di ristrutturazione mi è capitato di leggere che la creme fraiche dona ai lievitati una morbidezza incredibile, quindi l'illuminazione: la userò per un cake! A differenza di quanto ho letto in giro non ho aggiunto burro (e nemmeno l'olio, mio prezioso alleato per i cake di questo tipo solitamente), dato che 200 g di creme fraiche mi sembravano più che sufficienti... devo dire che ho fatto bene! Ma cosa c'è in questo morbidissimo cake? Delle pere decane provenienti dall'albero del suocero aromatizzate con della grappa alla vaniglia del mio papà (ho già scritto da qualche parte che mio padre si diverte ad aromatizzare le grappe con qualsiasi cosa? Ecco, l'ultima arrivata è quella alla vaniglia - di cui sto diventando una grande spacciatrice!). Squisito!

Ingredienti
230 g di farina
200 g di creme fraiche
80 g di zucchero + un cucchiaio per le pere
mezza tazzina da caffè di grappa alla vaniglia
3 pere decane
10 g di cremor tartaro
2 uova

Sbucciare le pere, tagliarle a pezzetti e farle insaporire con la grappa alla vaniglia e un cucchiaio di zucchero. 
Preparare il cake mescolando bene le uova con la creme fraiche, aggiungere poi lo zucchero, la farina setacciata e il cremor tartaro e amalgamare bene il tutto; unire quindi le pere con la grappa e versare in uno stampo da plumcake leggermente imburrato e infarinato. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti.

lunedì 20 settembre 2010

Torta di prugne al profumo di rosa


Quanto mi piacciono le prugne!
Eppure fino a qualche tempo fa le mangiavo spesso malvolentieri, quest'anno invece no... pur avendone molte a disposizione ancora non mi sono stufata!
L'idea di aggiungere un tocco rosato - davvero piacevole e poco invasivo - a questa torta l'ho presa da questo bellissimo crumble di Azabel, che presto ovviamente dovrò provare. L'insieme è molto piacevole, anche troppo - infatti la povera torta ha avuto vita molto breve!
Buona settimana a tutti!

Ingredienti:
400 g di prugne stanley
2 cucchiai di acqua di rose (quello alimentare!)
2 uova
80 g di zucchero*
un cucchiaino di cremor tartaro
220 di farina
180 g di latte
40 g di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato
2 cucchiai si zucchero per la superficie

* se si  preferisce si può usare più zucchero, secondo il proprio gusto

Montare per qualche minuto le uova con lo zucchero, in modo da avere un composto ben gonfio e chiaro, aggiungere poi la farina delicatamente, l'olio, l'acqua di rose,  il cremor tartaro sciolto nel latte e amalgamare bene il tutto. Versare quindi in uno stampo imburrato e leggermente infarinato, distribuire sulla superficie le prugne lavate e ben asciugate tagliate a spicchi, cospargere dello zucchero e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti, facendo sempre la prova stecchino per controllare la cottura.

lunedì 13 settembre 2010

Torta frangipane con i fichi e vaniglia


Oggi è un giorno importante, secondo Qualcuno il nostro futuro dipende da come me la caverò oggi. Dovrò affrontare la burocrazia con termini che non mi appartengono, mostrarmi sicura e risoluta e non alzarmi dalla sedia finchè non avrò quel che voglio... No, non si tratta di un colloquio per un lavoro migliore - magari! - ma di una amichevole discussione in banca a proposito del mutuo per la nostra futura casa! Caricata di questa forte responabilità, sottolineata dalla profonda preoccupazione di Qualcuno, mi appresto ad iniziare la giornata con dolcezza accompagnata dalla voce di Nikki, l'amica statunitense che a fine agosto è stata qui e che mi ha lasciato un suo cd... Oltre ad essere una bellissima persona ha anche una bellissima voce!

A proposito di dolcezza, nelle mie vacanze provenzali ho assaggiato una buonissima torta ai fichi che ho provato a replicare, ottenendo alla fine una sorta di torta frangipane (credo) che è piaciuta tantissimo.... Così tanto che Qualcuno non si è nemmeno lamentato per le quantità di burro! Suggerisco però di usare più fichi, io purtroppo mi sono accorta tardi di non averne molti a disposizione...

Ingredienti:
per il guscio:
250 farina 00
150 burro di centrifuga freddo da frigo
100 zucchero
1 uovo
un pizzico di bicarbonato
un pizzico di fleur de sal

per il ripieno:
2 uova
100 g di burro di centrifuga morbido (tenerlo fuori dal frigo per circa 30 minuti)
100 di zucchero
30 farina
100 farina di mandorle
la polpa di una bacca di vaniglia

Impastare il burro a pezzi con la farina, lo zucchero, l'uovo intero, il bicarbonato e il fleur de sal aggiungendo acqua fredda sufficiente per avere un impasto omogeneo, dopo di che ricoprire la frolla con della pellicola e conservarla in frigo per almeno 30 minuti. In seguito stendere la frolla in una tortiera e conservare in frigo.
Nel frattempo preparare il ripieno lavorando a pomata il burro morbido con lo zucchero, aggiungere poi un uovo alla volta, la vaniglia e poi la farina e la farina di mandorle, lavorando bene la crema. Togliere quindi il guscio di frolla dal frigo, riempirlo con la crema e distribuire in superficie e i fichi lavati e ben asciutti a fettine. Far cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti.

lunedì 6 settembre 2010

Torta ai mirtilli con farina di grano saraceno


Si ricomincia, dopo settimane di relax, avventura, grandi mangiate e grandi bevute.
Le vacanze sono finite, è tempo di tornare alla solita routine con i soliti buoni propositi... buoni propositi che questa volta voglio cercare di realizzare, e non mi riferisco a nessuna dieta (più o meno)!
Ora piano piano riprenderò possesso del blog, sistemerò tutte le ricette arrivate per la mia, la nostra, raccolta (grazie a tutti! spero di riceverne altre da qui al 30 settembre!) e inizierò seriamente a pensare all'arredamento della mia futura casetta, alla ricerca di un lavoro che mi gratifichi davvero e a tutto ciò che i prossimi mesi mi potranno riservare.
Come avevo già scritto le mie vacanze mi hanno vista grande mangiatrice di mozzarelle e frutti di mare in Puglia, poi bevitrice di pastis e rosè alla ricerca della lavanda perduta in Provenza, e  infine girovaga e assidua bevitrice nei dintorni milanesi e in Oltrepò, con l'amica from US che non vedevo da 6 anni. Che strana sensazione rivedere dopo 6 anni un'amica e ritrovarsi perfettamente, maturate ma con la stessa voglia di stare insieme e di fare le stesse cose!

Si notano le centinaia di mirtilli che dominano questa fetta di torta? Beh, nell'ultimo post avevo scritto che mio padre stava bene ma che per quest'anno non avrebbe potuto occuparsi della raccolta dei suoi amati mirtilli, attività che lui ama.... Beh, nemmeno un intervento al cuore può tenere lontano mio padre dalla montagna!
Il giorno successivo ad un controllo medico in cui le condizioni di mio padre sono risultate perfette, lui, accompagnato da mia madre, è subito corso in montagna (ovviamente impegnandosi meno di quanto era solito fare!), e le conseguenze sono state:
- un grande sorriso sul suo volto
- mia mamma eccitata per aver trovato un porcino
- mirtilli nel mio frigo

Prima di partire avevo visto questa bellissima torta ai mirtilli da Pippi, che mi aveva letteralmente stregato.... così, appena ho avuto dei veri mirtilli tra le mani non mi sono lasciata scappare l'occasione di provarla (o copiarla?!) sostituendo l'olio al burro e usando una parte di farina di grano saraceno, che mi incuriosiva da tempo. Ne è uscita una buonissima torta ottima per colazione o per merenda, morbida e non troppo dolce come piace a me!
Beh, forse io ho un pò esagerato con la cascata di mirtilli in superficie, diciamo che mi sono un pò lasciata andare dall'emozione di averne così tanti in frigo!

Ingredienti
200 g di farina 00
115 g di farina di grano saraceno
90 g di zucchero di canna + 3 cucchiai per la copertura
una bustina di lievito
2 uova
170 g di yogurt greco
100 g di latte
50 g di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato
200 g di mirtilli

In una ciotola setacciare le due farine con il lievito, aggiungere lo zucchero e amalgamare il composto. In un altro recipiente sbattere le uova fino ad avere un composto gonfio, aggiungere il latte, lo yogurt e l'olio e mescolare dolcemente; quindi amalgamare bene i due composti. 
Lavare e asciugare dolcemente i mirtilli;  imburrare ed infarinare uno stampo, versarvi l'impasto per la torta e cospargere la superficie con i mirtilli e i 3 cucchiai di zucchero di canna. Far cuocere in forno già caldo a 180° per circa 50 minuti (è sempre meglio fare la prova stecchino per controllare la cottura, ogni forno è diverso!).


mercoledì 28 luglio 2010

Gelo di melone


Ho già dichiarato più volte il mio amore per l'anguria, che in queste settimane sta diventando il mio pasto principale!
Gloria: "Mamma, ieri ho fatto il gelo di melone"
Mamma di Gloria: "cosa?"
Gloria: " ma sì, u gelu di miluni, mellone, cocomero, anguria... come si dice in siciliano??"
Mamma di Gloria: " ma che cos'è? un dolce?? chissà che buono...che fantasia che hai!"
Gloria: " ma quale fantasia, è un dolce tipico siciliano, semplicissimo, fresco e buono!"

L'ho già scritto in passato, mia mamma è siciliana. Se penso alla Sicilia mi vengono subito in mente immagini di città e paesini che trovo a dir poco stupendi, un mare bellissimo, e una cucina ricca e sublime. Nonostante le radici siciliane in casa mia non si mangia nulla di siciliano (a parte le sarde a beccafico che talvolta prepara mio padre!), dato che mia mamma e i fornelli non stanno nello stesso universo. La sorella maggiore di mia mamma invece, la zia Giovanna, detta "la lupa", ha un approccio ai fornelli completamente diverso da quello di mia mamma, e se ho qualche curiosità circa la cucina siciliana so che posso rivolgermi a lei. Qualche anno fa ad esempio mi insegnò a fare gli arancini, da me chiamati " le bombe della zia Giò" a causa delle loro dimensioni spropositate...che bontà! L'unica cosa sicula in cucina con cui mia zia non ha nessuna confidenza sono i dolci: in questo campo la mia golosità cerca di sopperire alle mancanza di ricette di famiglia.

Per questo gelo di meloni ho usato dei fiori di gelsomino essicati, preferendo non usare quelli freschi della mia pianta che qualche settimana fa era invasa dalle formiche (che io ho sconfitto con rimedi chimici  - purtroppo!).*

ps:  in siciliano muluna significa anguria, ecco perchè si chiama gelo di melone!

Ingredienti per 4 coppette:
1 kg di anguria senza la buccia
2 cucchiai di zucchero (se piace più dolce la dose può essere aumentata)
80 g di frumina
2 cucchiai di fiori di gelsomino

Eliminare i semini dell'anguria, frullarla e passarla al setaccio per ottenere il succo.
Versare il succo in una pentola, aggiungere lo zucchero e poco alla volta la frumina, mescolando in modo da non avere grumi; unire infine i fiori di gelsomino (o se si preferisce non averli interi nel dolce preparare un infuso da aggiungere al succo di anguria). Mettere la pentola su furoco medio-basso e mescolare di continuo, finchè non inizierà ad addensarsi (dopo circa 10 minuti), togliere quindi dal fuoco e sistemare nelle coppette o negli stampini, far raffreddare e riporle poi in frigo per almeno 3 ore.
A piacere il gelo di melone può essere servito con scaglie di cioccolato fondente o con pistacchi tritati.

* Segnalo un'utilissima precisazione per quanto riguarda la distinzione tra gelsomino e "falso" gelsomino (o rincospermo) suggeritami da Milena (qui).

domenica 11 luglio 2010

Il mio tiramisù per la felicità


A seconda dei miei stati d'animo sempre in mutamento cambio spesso il mio comfort food preferito. Dovendo scegliere però c'è un dolce, cremoso e fresco, che è in grado di tirarmi su quando sono giù di corda... devo svelare il suo nome? Beh, direi che il nome di questo dolce è veramente azzeccato: il tiramisù. 
Spesso mi piace variare e cambiare gli ingredienti di questo dolce coccoloso, ma il mio preferito rimane sempre quello tradizionale.
Ricordo ancora quando da ragazzina mia zia Rita mi insegnò a farlo: il tiramisù è anche il primo dolce che ho imparato a fare! Che emozione imparare a montare le uova a neve, cercare di inzuppare i savoiardi nel caffè senza farli sciogliere... Da piccola il tiramisù della zia Rita era il mio dolce preferito, esultavo quando nelle varie occasioni di famiglia ne portava una pirofila :-)
Sicuramente a casa dei miei genitori ho ancora il foglio su cui avevo segnato le sue dosi, mi piacerebbe averlo qui ora e scannerizzare quel foglio, con la mia calligrafia cicciotta e insicura e le macchie di caffè penetrate nel tempo. Il mio tiramisù di oggi ha le dosi che ormai uso da anni, non ricordo nemmeno più se sono le stesse di quel foglio, ormai sono impresse nella mia mente come l'indirizzo di casa!
Oggi però, ho voluto fare anche i savoiardi da sola, seguendo la ricetta dei pistokkeddos della bravissima Sabrine (provateli, sono fantastici!) e inoltre, ispirata da un buonissimo gelato, ho aggiunto un piccolo e delizioso ingrediente al mio classico tiramisù... una cucchiaiata in bocca e il sorriso nasce spontaneo sulle labbra.

Con questa ricetta partecipo al bel contest di Giulia "Ricette per la felicità" in collaborazione con Macchine Alimentari.
Ingredienti:
per i savoiardi morbidi:
5 uova
100 g di zucchero fino
100 g di farina 00

per la crema:
5 uova freschissime
500 g di mascarpone
60 g di zucchero

6 tazze di caffè (zucchero a piacere, io non lo metto)
10 bacche di cardamomo
cioccolato fondente

Preparare i savoiardi morbidi separando i tuorli dagli albumi: in una ciotola montare con le fruste i tuorli con 50 g di zucchero fino ad avere un composto chiaro, gonfio e spumoso, bisogna infatti far incorporare molta aria affinchè i biscotti risultino soffici! In un'altra ciotola montare e neve fermissima gli albumi con il restante zucchero; incorporare poi gli albumi montati ai tuorli mescolando con movimenti ampi dall'alto verso il basso, in modo da non smontarli. Unire poi poco alla volta la farina setacciata, incorporandola al composto sempre con movimenti dall'alto verso il basso; versare il composto in una tasca con bocchetta tonda e larga e formare su una teglia rivestita da carta da forno delle strisce lunghe circa 10 cm, spolverizzarle con dello zucchero a velo e cuocere in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti o fino a quando non saranno dorate, spegnere il fuoco e lasciarli asciugare per circa 5 minuti a sportello chiuso e in seguito per altri 5 minuti  con lo sportello aperto. Farli poi raffreddare
Preparare intanto il caffè, aggiungere i semini di circa 10 bacche di cardamomo, zuccherare a piacere, e lasciare raffreddare. 
Preparare la crema separando i tuorli dagli albumi, montando questi ultimi a neve fermissima e i primi con lo zucchero fino ad avere un composto chiaro e gonfio; aggiungere poi il mascarpone ai tuorli amalgamando bene ottenendo una crema liscia senza grumi. Incorporare delicatamente gli albumi montati con movimenti dall'alto verso il basso e far riposare la crema in frigo per almeno 30 minuti.
Bagnare lievemente i savoiardi nel caffè al cardamomo (non inzupparli troppo!) e disporli sul fondo di una pirofila - o di un vaso o un bicchiere! - ricoprirli con uno strato di crema e continuare così fino ad esaurimento degli ingredienti. Con una microplane grattuggiare il cioccolato sulla superficie del dolce (avevo finito il cacao amaro!). Far riposare in frigo per almeno una notta, e nel frattempo pulire la ciotola con gli avanzi di crema con il dito ;-)




venerdì 2 luglio 2010

Mousse di albicocche, yogurt e lavanda


Un anno fa, in un pomeriggio caldissimo nasceva Lavanda in terrazza. 
Ad un anno di distanza questo piccolo spazio è diventato sempre più mio, in modo totalmente inaspettato. Proprio poche sere fa ho conosciuto per la prima volte alcuni dei volti e delle persone che frequento virtualmente (della serie "non so che faccia hai ma so cosa mangi!") e questi incontri tanto piacevoli e strani mi rendono fiera di questo mio piccolo spazio-sfogo.
Oggi, ad un anno di distanza, a parte il caldo infernale molte cose sono cambiate per me. In primis il grande passo dell'acquisto di una casa (ieri sono andata a rivederla, è bellissima!!!) e un dott comm al mio fianco - non più praticante! - poi ammetto anche di aver colmato alcune lacune culinarie e di imparare ogni giorno qualcosa: ho imparato ad apprezzare il burro buono, che prima non consideravo nemmeno; sto imparando tantissime cose sulla pasta e sulle tradizioni culinarie di regioni  e stati che purtroppo non conosco bene dalla frequentazioni di alcun bei blog; ho dato un calcio alla mia innata pigrizia quando ho deciso di fare i croissant e di far nascere Pacuvia, la mia pasta madre (ancora inutilizzata se non in qualche esperimento!).
Per festeggiare a modo mio questo anno di blog ho deciso di fare un dolcino semplice, veloce , fresco e leggermente acidulo - non so voi ma io non riesco più ad avvicinarmi ai fornelli, ieri sera in casa mia c'erano quasi 32°! - utilizzando gli stessi ingredienti della prima ricetta pubblicata, ovvero albicocche e yogurt, aggiungendo qualcosa di mio: la lavanda!

Ingredienti per 3 coppe piene:
340 g di yogurt greco
3 albicocche grosse
un cucchiaino raso di agar agar
3 1/2 cucchiai di sciroppo alla lavanda (aumentare o diminuire la dose a piacere)*

Frullare le albicocche lavate e tagliate a pezzettini con lo yogurt fino ad avere una crema liscia, aggiungere poi lo sciroppo alla lavanda e mettere tutto in un pentolino; unire l'agar agar sciolto in un cucchiaio d'acqua e portare a bollore a fiamma bassa, mescolando di tanto in tanto. Non appena raggiunge il bollore proseguire la cottura per 1-2 minuti, togliere poi dal fuoco e versare nei bicchierini, far raffreddare e riporre in frigo per qualche ora.
 
*Non ho aggiunto zucchero perchè si sa, non amo le cose troppo dolci, ma ovviamente si può fare!

lunedì 28 giugno 2010

Far breton per una festa!


Le sagre e le feste di paese mi sono sempre piaciute, forse perchè sono cresciuta in un paese di provincia, circondato da campagne e paesini più piccoli che approfittano della bella stagione per organizzare feste a base dei prodotti tipici. Ricordo che c'è stato un anno, molto tempo fa, in cui io e la mia famiglia andavamo spesso a queste feste - che dalle nostre parti possono essere tranquillamente chiamate "la festa della zanzara" dal momento che tu esci e ti diverti, ma le zanzare si divertono più di te a punzecchiarti! -  e ad ogni lotteria mio fratello e mio padre vincevano qualcosa.... quello è stato l'anno in cui abbiamo portato a casa 3 mountain bike! L'idea della sagra, o Festa del Cavolo mi è quindi piaciuta subito, poi certo - non posso non dirlo - anche i premi hanno il loro appeal :-)

La ricetta che ho scelto di fare, anzi di copiare spudoratamente dal libro di Sigrid è stata quella del Far Breton. I motivi sono vari:
_  mi ha sempre incuriosita questo dolce dalla consistenza di flan, che io adoro!
_ vorrei tanto andare in Bretagna (motivazione condivisa da molti credo!);
_ nella sua presentazione a questa ricetta Sigrid ricorda le sue estati in Bretagna... ecco, io in questo momento ho un assoluto bisogno di vacanza, di mare, di un buon libro a tenermi compagnia sulla spiaggia!
Quindi ecco ciò che ho fatto una volta fatto raffreddare il mio far breton: ho tagliato una fetta, mi sono sdraiata sul divanetto in vimini del balcone, ho chiuso gli occhi, cercando di non far caso alla rumorosa Milano che mi circondava, ed ho immaginato di essere su una grandissima spiaggia selvaggia... Poi un boccone di far breton e una pagina di un buon libro!

Dato che la ricetta è abbastanza semplice ho provato ad illustrarla totalmente attraverso qualche foto... Si sa, purtroppo non sono quella che si può definire una brava fotografa, ma mi sono comunque divertita tantissimo a fotografare ogni passaggio - anche se alla fine mi sono accorta che il mio spirito da regista cinematografico mi ha abbandonata: in fase di montaggio mi sono resa conto di non aver proprio fotografato tutto! La prossima volta dovrò fare una sorta di storyboard?!
Divertimento nella preparazione con annesse foto + relax totale gustando il preparato!





lunedì 21 giugno 2010

Muffin alle albicocche e fava tonka


Oggi non accennerò minimamente alla pioggia  se non in questa prima riga... Meglio parlare di come sono nati questi muffin!
Ieri pomeriggio, dopo i primi 15 minuti di una partita tremenda, mi sono alzata dal divano dicendo "devo impiegare il mio tempo in qualcosa di meglio: i muffins per la colazione di domani". Ovviamente ho avuto l'approvazione immediata da parte di Qualcuno...
Frugando nella mia dispensa ho trovato le fave tonka ordinate qualche tempo fa e ancora non utilizzate... O meglio, finora il loro utilizzo era stato solo di tipo olfattivo: aprivo il vasetto e annusavo un pò per sentirmi meglio (cosa che Qualcuno ha fatto ieri durante l'intervallo della partita!).  
L'abbinamento albicocca e fava tonka non è nuovo, l'avevo già letto anni fa dal Cavoletto... L'ho trovato davvero molto buono!

Ingredienti per 12 muffins:
300 g di farina
10 g di cremor tartaro
60 g di olio extravergine leggero e fruttato
100 g di zucchero di canna (aumentare le dosi se si preferiscono dei muffin più dolci, io per mio gusto sono sempre un pò tirchia di zucchero)
150 g di yogurt greco
230 g di albicocche
mezza fava tonka 
un uovo
Sbattere lievemente l'uovo con lo zucchero, aggiungere l'olio, lo yogurt e infine mezza fava tonka grattuggiata; unire poi le albicocche a pezzetti, la farina e il cremor tartaro setacciati ed  amalgamare fino a quando non si vredà più la farina: il composto sarà piuttosto grumoso. Riempire per 2/3 i pirottini con il composto e cuocere in forno già caldo 190° per circa 25 minuti, sfornare a far raffreddare su una gratella.

giovedì 3 giugno 2010

Cherry merry muffins


I muffins sono i classici dolcetti mi piace preparare... mi rilassano, la loro preparazione è quasi terapeutica per me!
Da piccola i miei genitori, tra le altre cose, mi regalarono una bambolina molto in voga in quegli anni, la Cherry Merry Muffin, che profumava di ciliegia e aveva una bellissima e profumata teglia di muffins... Adoravo quella bambolina, tant'è che è una delle poche che conservo ancora gelosamente nel mio armadietto a casa dei miei genitori (insieme alla mamma della Famiglia Cuore che mi regalarono a 5 anni, dopo il classico intervento alle tonsille!).
L'altra sera la suocera mi ha portato in dono un bellissimo cestino di ciliegie, tanto belle quanto buone: come potevo resistere alla tentazione di sfornare anche io i cherry muffins come la mia adorata bambolina?!

Ingredienti per 12 muffins:
180 g di farina
120 g di farina di mandorle
125 g di zucchero
10 g di cremor tartaro
una presa di fleur de sel
200 g di ciliegie
un uovo
80 g di olio leggero e fruttato
170 g di yogurt greco

In due ciotole dividere gli ingredienti secchi da quelli umidi: nella prima amalgamare la farina e il cremor tartaro setacciati con la farina di mandorle, lo zucchero e un pizzico di fleur de sel, nella seconda invece sbattere l'uovo con lo yogurt e l'olio. Pulire le ciliegie, metterne da parte alcune intere e snocciolare le restanti, tagliandole in 4 parti. Versare gli ingredienti umidi nella ciotola con gli ingredienti secchi e amalgamare bene - il composto non sarà fluido ma grumoso - e unire le ciliegie a pezzi. Riempire per 2/3 i pirottini, adagiare una ciliegia intera al centro di ogni pirottino e cuocere in forno già caldo a circa 200° per circa 15 - 20 minuti.


lunedì 31 maggio 2010

Apple lavender pie


La scorsa settimana è stata intensa ed in particolare un giorno, giovedì 27, è destinato a diventare una data importante nella nostra giovane famiglia. Il motivo? Una casa, che presto sarà nostra a tutti gli effetti! Sono euforica, aspettavamo questo momento da mesi, per non dire da più di un anno!
Il nostro sabato di progetti e frasi come "ma forse possiamo allargare la sala" oppure "la cucina mi piacerebbe così o forse così, ah no ecco...", nonostante un forte raffreddore, è stato allietato da queste piccole pie, che inizialmente Qualcuno nemmeno voleva... L'abbinamento con la lavanda a dire il vero non è nemmeno un'idea mia; Qualcuno ha notato infastidito la bottiglietta di sciroppo di lavanda che avevo preparato qualche tempo fa e mi ha suggerito di abbinarlo alle mele... Et voilà!  Queste piccole pie secondo me danno il loro meglio calde o appena tiepide, buonissime e profumate!

Ingredienti per circa 6 pie:
320 g di farina
140 g di burro (di cui 50 salato)
acqua fredda, pochi cucchiai
2 mele
3 cucchiai di sciroppo di lavanda
zucchero di canna
latte

Preparare la pasta brisè lavorando velocemente con la punta delle dita la farina e il burro freddo in modo da formare delle briciole, aggiungere poi l'acqua, pochi cucchiai alla volta e amalgamare in modo da avere un impasto compatto, avvolgerlo nella pellicola e farlo riposare in frigorifero per qualche ora.
Sbucciare le mele, tagliarle a fettine ed unirvi lo sciroppo di lavanda, mescolare bene e tenerle al fresco per almeno 20 minuti.
Togliere l'impasto di brisè dal frigo, appiattirlo e stenderlo con un mattarello; ricavare dei cerchi più grandi rispetto agli stampi da usare come base, foderare gli stampi (la pasta deve uscire un pò dallo stampo, mi raccomando!) e riempire con le mele alla lavanda. Ritagliare dall'impasto di brisè un altro cerchio, della grandezza dello stampo, sistemarlo sopra alle mele e unirlo bene con le dita alla pasta strabordante dalla base; praticare dei taglietti sulla superficie, spennellare con del latte e ricoprire con dello zucchero di canna, quantità a piacere*. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 25 minuti prima di gustarle.


* A me piacciono così, non troppo dolci, ma a piacere si può aggiungere dello zucchero anche alle mele con lo sciroppo di lavanda.

Nota: Queste pie possono essere riempite con la frutta e le spezie preferite.

martedì 25 maggio 2010

Cheesecake anche per me!


Non so da dove cominciare... Casa mia è assediata da colori neroazzurri e rosa (le gazzette degli ultimi tre giorni!), prima di scrivere questo post in realtà avrei voluto sistemare un pò, ma dove metto questi inutili orpelli? Difficili scelte di una donna juventina che ha scelto un uomo interista...
Il weekend del mio interista è iniziato bene già venerdì sera, quando invitato a cena da amici ha potuto gustare una fantastica grigliata di pesce e deliziarsi con questo cheesecake che avevo preparato con cura. Erano mesi, anzi forse anni, che mi chiedeva di fargli un cheesecake e la sua attesa è stata ripagata!
Per la base ho preparato il giorno prima i graham crackers di Edda, sono davvero buoni anche soli o con un velo di formaggio spalmato sopra, così buoni da creare quasi dipendenza... Non ho modificato di una virgola la buonissima ricetta di Edda, ho anche acquistato la farina di quinoa per l'occasione, solo ho usato del burro salato invece che sale e burro e ho aumentato i tempi di cottura a causa del mio forno... Per la cheesecake invece mi sono lasciata ispirare dalle tante buonissime preparazioni che che ho visto nei vari blog negli scorsi giorni, prendendo qualcosa di una e qualcosa di un'altra, creandone poi una mia - credo e spero! Sicuramente è una ricetta che rifarò, magari preparandola con un giorno di anticipo...assicuro che il pezzetto avanzato il mattino dopo era ancora più buono!

ps1: gloria ritardataria, scopro ora che il bel contest di Imma, la regina dei cheesecake, è già terminato!
ps2: dubbio che mi perseguita da quando ho iniziato a scrivere questo post: si dice il cheesecake o la cheesecake??

Ingredienti:

per i graham crackers:
70 g di farina integrale
110 g di farina
60 g di farina di quinoa
110 di burro salato morbido
mezzo cucchiaino di bicarbonato
mezzo cucchiaino di cannella
un cucchiaio di miele d'acacia
60 g di zucchero di canna

per la base:
220 g di graham crackers
85 g di burro

per la crema:
250 g di ricotta di pecora
450 g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
200 g di creme fraiche
145 g di zucchero
4 uova
la polpa di una bacca di vaniglia

fragole
zucchero, 3 cucchiai

Mescolare le farine con il bicarbonato e la cannella, a parte lavorare il burro con lo zucchero di canna e il miele montando il tutto finchè spumoso; unire poco alla volta le farine e amalgamare fino ad avere un composto omogeneo. Stendere l'impasto tra due fogli di carta da forno e ritagliare dei rettangoli, e dopo averli appoggiati su una teglia coperta da carta fa forno sistemarli in freezer per 20 minuti. Nel frattempo scaldare il forno a 170° e cuocere i crackers fino a quando non si imbruniscono (nel mio caso sono serviti circa 15 minuti),  e farli poi raffreddare su una griglia.

Preparare il cheesecake sbriciolando con un mixer o con forza bruta liberatoria i graham crackers e unirvi poi il burro fuso, amalgamando bene. Sistemare una tortiera apribile foderando la base e l'altezza dei bordi con della carta da forno (io taglio un cerchio e due rettangoli di carta da forno e li faccio aderire bene alla tortiera spennellando un pochino di burro per facilitarmi), versare i biscotti amalgamati al burro fuso nella tortiera e con il dorso di un cucchiaio premere bene per creare una base liscia e compatta; far poi risposare in frigo per circa 30 minuti. Lavorare la ricotta, il philadelphia e la creme fraiche con lo zucchero fino ad ottenere una crema liscia, unire poi una alla volta le uova sempre mescolando con cura e infine i semini di vaniglia. Togliere dal frigo la tortiera con la base di biscotti, versarvi sopra la crema e cuocere in forno già caldo a 160° per circa un'ora, a cottura ultimata i centro del dolce sembrerà ancora molliccio. Far riposare la torta nel forno spento per circa 30 minuti e poi farla raffreddare completamente prima di riporla in fresco nel frigo. Servire con frutta fresca o con quello che si preferisce, io ho usato una salsina fresca di fragole preparata facendo cuocere le fragole pulite e tagliate a pezzi con 3 cucchiai di zucchero per pochi minuti, poi frullate.

martedì 18 maggio 2010

Cake mele e vaniglia


Questo è uno di quei cake semplici e veloci, realizzato durante una serata tranquilla pensando alla colazione del mattino successivo. Onestamente, è il genere di cake che faccio abbastanza spesso, ma ci tengo a postarlo perchè fatto con pochi ingredienti e venuto davvero buono, morbido e un poco umido, come piace a me! Ho omesso volontariamente sia il burro che l'olio, sostituendoli - si fa per dire - con una vasetto di yogurt greco... il risultato mi ha sorpresa in positivo!

Ingredienti:
2 uova
120 g di zucchero
una bustina di lievito (non trovavo il mio amato cremor tartaro!)
200 g di farina
polpa di mezza bacca di vaniglia
2 mele
un vasetto di yogurt greco

Montare lo zucchero con le uova per circa 5 minuti con le fruste elettriche, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungere poi la farina setacciata con il lievito e amalgamare delicatamente gli ingredienti con una spatola; unire poi lo yogurt greco, la vaniglia e le mele pulite e tagliate a piccoli pezzi, tenendo da parte qualche fettina per disporla in superficie. Versare poi il composto (che non sarà affatto fluido ma piuttosto "corposo") in uno stampo appena imburrato - beh, qui mica potevo sostituirlo con lo yogurt!) e cuocerlo in forno già caldo a 170° per circa 45 minuti, controllando la cottura con la prova stecchino.