giovedì 4 febbraio 2010

Pollo speziato alle prugne


Credo che in internet si possano trovare decine di ricette come questa, magari con piccole varianti qua e là. La mia è una libera interpretazione di una di queste ricette, dato che come spesso mi capita, leggo una ricetta, ne rimango colpita e quando poi decido di farla non ricordo le dosi, tutti gli ingredienti, i tempi di cottura e così adotto il metodo Gloria, ovvero "vado a casaccio". Ammetto che questo è uno dei miei grandi limiti: spesso ho la fortuna di riuscire a portare a tavola piatti più che soddisfacenti, mentre alle volte toppo in pieno (qualcuno mi rinfaccerà a vita il broccolo gelatinoso di qualche sera fa, che per ovvi motivi non finirà mai su queste pagine virtuali!).  Questo pollo alla fine è davvero buono, più di quanto mi aspettassi, e tra l'altro è anche abbastanza veloce da preparare.

Ingredienti:
500 g di petto di pollo
una decina di prugne secche senza nocciolo
una stecca di cannella
una cipolla
una punta di zafferano
olio extravergine d'oliva
sale

Mettere in ammollo per almeno 15 minuti le prugne secche in acqua ben calda. Nel frattempo in una casseruola scaldare l'olio con la cipolla tagliata a fettine sottili, la stecca di cannella e lo zafferano; unire poi il petto di pollo tagliato a pezzetti, far rosolare ed aggiungere un mestolo dell'acqua usata per l'ammollo delle prugne, regolare di sale e far cuocere con il coperchio a fuoco medio-basso per almeno 15 minuti. Trascorso questo tempo aggiungere le prugne scolate, far cuocere per altri 5 minuti e servire a tavola, accompagnando magari con del riso basmati.

martedì 17 novembre 2009

Lasagna zucca e ricotta "nature"


Finalmente mi sono decisa anche io ad utilizzare quella bella zucca che da qualche tempo stava sul tavolo tipo ornamento di stagione. La verità è che sono pigra e non avevo trovato la forza per cimentarmi nel magico mondo di "come aprire una zucca senza danni". Ma insomma, mica potevo tenerla lì per sempre, no?! Quindi, presa dalla voglia di una lasagna semplice con la zucca, decido di aprirla; mi preparo con il mio coltello da cucina tuttofare, lo infilo con forza inaudita nella zucca e... lui rimane lì, fermo immobile, nonostante i miei tentativi non si smuove di un centimentro: che fare? decido di chiamare in soccorso il baldo giovine che sta nell'altra stanza chino sui libri, lui arriva sbuffando e pensando fra sè e sè "altri 2 minuti rubati allo studio, come li recupero?!", poi risolve la situazione con la sua forza maschia (secondo me il taglio della zucca con coltello bloccato dentro per lui è stato un ottima valvola di sfogo!), e io inizio felice la mia semplicissima preparazione "nature".

Ingredienti:
250 g di lasagne fresche
una zucca di circa 1,3 kg
300g di ricotta di pecora
un pizzico di macis
olio extravergine d'oliva
sale

Eliminare la buccia e i semi della zucca,tagliare a pezzi la polpa e farla cuocere a vapore fino a quando non sarà tenera (circa 40 minuti nel mio caso). Quando sarà pronta schiacciarla fino ad avere un crema; regolare di sale ed agigungere un pò di macis macinato (io mi sono divertita a perstare il mio pezzettino con il mortaio).  Scottare le lasagne in acqua bollente e farle asciugare su un telo di cotone. In una pirofila da forno versare un pò di crema di zucca, poi le lasagne scottate, la crema di zucca, della ricotta di pecora setacciata e continuare in questo modo fino ad esaurite gli ingredienti; completare aggiungendo un filo d'olio e cuocere per circa 30 minuti in forno caldo a 180°.

giovedì 5 novembre 2009

Survivals'cake e post lungo


L'avevo anticipato ieri... anche se in ritardo di un giorno mi fa piacere scrivere di una mostra inaugurata ieri a Milano alla Galleria Obraz. Survivals di Rossella Poli, a cura di Silvia Bottani.
Ultimamente sto notando una certa tendenza ad esprimermi con quello che cucino - e mangio... Non so se sia normale o meno, sicuramente è una cosa particolare. Per fare un esempio, quando leggo un libro penso ad una preparazione che si associ a quel che ho letto, i cui odori e sapori mi rimandino alle atmosfere in cui il libro in questione mi ha portata: è stato così per esempio con Shantaram (a proposito, devo ancora buttarmi su qualche ricetta indiana, nel frattempo il chai tea bevuto tanto dai protagonisti del libro è entrato con prepotenza della mia selezione di tè quotidiani!). O ancora, se mentre torno da lavoro - pedalando a fatica - vedo uno scorcio di Milano mai notato prima, o sento un profumo particolare, o anche vedo un'immagine che mi colpisce particolarmente, provo a pensare a come trasformarla in un piatto... Poi non sempre il "pensiero" diventa necessariamente un piatto!Quando l'altro giorno stavo leggendo il comunicato stampa di Survivals ho iniziato uno dei miei giri mentali di ispirazione culinaria; inoltre, realizzare una ricetta ispirata alla mostra mi sembrava un modo carino per fare il mio in bocca al lupo a Silvia, che oltre ad essere curatrice della mostra è anche un'amica.

"Una struttura di vetro, scientifica, che potrebbe abitare un laboratorio, contenente elementi chimici, acqua che è mare e aria per il cielo, transustanziati. Si rimestano e fondono attraverso un processo alchemico, che muove il fautore dell’azione verso le stelle. Questa l'origine. Osservo con attenzione: a fianco del ...marchingegno, una valigia, che racchiude altre porzioni di acqua e aria, contenute in due ampolle, un monocolo, una cartina con tracciato l'itinerario per raggiungere la città di Goring La, un curioso strumento per orientare le mappe. Non c’è spazio per i souvenir: il bagaglio è un kit di sopravvivenza, raccoglie dentro sé il necessaire fantastico per un viaggio reale. Valigie che sono altrettanti ponti verso mondi possibili, posti appena un passo a lato del nostro quotidiano; risplendono di simboli, cariche di richiami organici, cuori e cordoni ombelicali rosso porpora o carminio, sono il sangue venoso colmo di impurità o quello che sgorga come sorgente chiara dalle arterie, segnate da blu femminei, sorrette da trasparenze aeree vetrose, affermando un hic et nunc che brucia qualsiasi tentazione di spiritualità. Sono un’affermazione eppure un dialogo aperto: enti attivi, pensati nello svolgersi del tempo, immaginati come compagni di viaggio, da toccare, aprire, usare, rompere, manipolare e reinventare. Lo rivelano le numerose parti di ricambio, presenti in molte valigie, studiate con la meticolosa attenzione dell’ingegnere folle, innamorato della bellezza della macchina. Tutti oggetti accostati e ricombinati secondo regole apparentemente imperscrutabili, che funzionano come dispositivi di desiderio, inquietano, agiscono su chi li possiede con la forza del perturbante. Si tratta di sopravvivenze: l’opera di Rossella Roli, impudica, dismette ogni vanità e intraprende un’ascesa verso la vetta della montagna, verso altri spazi temporali, negli inferi della memoria. Non ci sono oggetti, infatti, slegati dall’azione del ricordare, essi sono naturalmente connotati come macchine del tempo. Materni nel loro proteggerci dall’horror vacui, sono presenze in prima istanza rassicuranti, capaci di ancorarci al reale, talvolta taumaturgiche. Scavalcando l’idea che l’opera d’arte - in particolare quella che ha a che fare con la scultura - necessiti di un luogo fisico determinato con cui discorrere e infrangendo la regola aurea che la vuole sacra, intoccabile, elemento ieratico quando avvolto in fumi metafisici, o semplicemente cinico, quando più connotato di allure contemporanea, l'assemblaggio di Rossella Roli invece è audace nel rinunciare ad uno status prestabilito, non ha paura di essere dipendente dal fruitore, di farsi cosa d’uso quotidiano. Eppure, ogni valigia è uno strumento di salvataggio, una dichiarazione di guerra all’oblio. Non c’è possibilità di rimozione o di stasi, tutto è azione, un corpo di soldato animato da quell’Eros terribile che non ha requie e incessantemente cerca, condannato da un desiderio inappagabile, così come cantato nella “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini:
“Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata  
alla solitudine la vita che mi hai data.”

Questo cake rappresenta il mio bagaglio - kit di sopravvivenza con la sua semplicità, è il mio ponte verso quel mondo possibile che mi attrae - l'India; le mele qui sono le presenze rassicuranti , le mie "macchine del tempo" che mi riconnettono ai ricordi. 

Ingredienti: 
2 mele 
120 g di farina di riso 
120 g di farina integrale 
3 uova 
130 g di zucchero di canna 
una tazza di chai tea 
30 g di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato 
una bustina di lievito 
50 g di mandorle 
20 g di burro 
cannella 

Sbattere le uova con 110 g di zucchero per una decina di minuti, fino ad avere un composto gonfio e spumoso; aggiungere le farine e il lievito setacciati, il chai tea, l'olio e amalgamare dolcemente con una spatola, bisogna avere un impasto piuttosto gonfio. Aggiungere le mele pulite e tagliate e fettine molto sottili e versare l'impasto in una tortiera leggermente unta. Pestare le mandorle ed unirle al burro e al restante zucchero, amalgamandodita con le dita. Coprire l'impasto con questo composto di burro, zucchero e mandorle sbriciolandolo sulla superficie, spolverizzare un pò di cannella far cuocere in forno caldo a 180° per 35 minuti circa (controllare la cottura facendo la prova dello stecchino).


venerdì 30 ottobre 2009

Muffins speziati con carote

 

Altri muffins dedicati alla colazione... però questa volta ho sbagliato, ho esagerato un pò con le spezie e quindi forse (ma solo forse!) non sono proprio adattissimi alla prima colazione, ma chi mi vieta mi mangiarli negli altri momenti della giornata?! In fondo sono buoni... certo, si sente un pò il pepe bianco, ma possono essere comunque mangiati e gustati...ora che ci penso, non essendo dolcissimi, sai che buoni con una fetta di pecorino? Mi sa che ho trovato l'idea per un mini aperitivo! Esagero?! Vabbè, la prossima volta mi ricorderò di mettere meno pepe...

Ingredienti per 18 muffins:
300 g di farina 00
una bustina di lievito
2 carote
un uovo
80 g di miele
25 g di olio extravergine d'oliva (il solito, leggero e fruttato)
un bicchiere di latte
50 g di mandorle
pepe bianco
cannella
zenzero in polvere

Setacciare la farina con il lievito ed unire le mandorle tritate e le spezie (senza esagerare con il pepe bianco!); a parte sbattere l'uovo con il miele, il latte e l'olio, unire velocemente al composto di farina e mandorle e amalgamare il tutto fino ad avere un composto senza grumi. Pelare le carote, grattuggiarle ad aggiungerle al composto; riempire i pirottini per 3/4 e cuocere in forno caldo a 180° per circa 20 minuti.

venerdì 23 ottobre 2009

Ancora una torta, ma con le pere e lo zafferano


Sono un'inguaribile golosa... Nell'ultimo periodo continuo a sfornare dolci e dolcetti per la colazione appoggiandomi al valido pretesto che:
- "almeno so cosa c'è dentro, invece chissà che ci mettono in tutte le brioche e biscotti industriali!";
- "ecco, mi piacerebbe sperimentare questo abbinamento...";
- coccolo il mio compagno in un periodo per lui molto difficile (lavoro + preparazione all'imminente esame di stato!);
- passo le mie serate facendo qualcosa che mi piace davvero mentre lui nell'altra stanza studia.
Tutti motivi validissimi direi!
La settimana scorsa ho scoperto l'abbinamento pere e zafferano grazie alla torta fatta da Fragole a merenda, potevo non provare anche questa accoppiata che mi aveva tanto incuriosita? Assolutamente no...
Il mio risultato è una torta quasi rustica, con un sapore delicato e al contempo "casareccio", che se chiudi gli occhi (e tappi le orecchie) mentre la gusti ti sembra di essere in una cascina immersa nella natura in qualche zona di campagna... poi la tua fetta finisce, apri gli occhi e capisci che è ora di immergersi nel traffico cittadino per schizzare al lavoro :-(
Ingredienti:
80 g di farina di riso
150 g di farina 00
2 uova
100 g di zucchero di canna
mezzo bicchiere di latte
mezzo bicchiere di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato
un cucchiaino scarso di zafferano
una bustina di cremor tartaro
due pere

Con una frusta sbattere le uova con lo zucchero per qualche minuto, aggiungere poi il latte e l'olio, le farine e il cremor tartaro. Amalgamare bene gli ingredienti per avere un composto liscio e senza grumi (se occorre aggiungere ancora poco latte), unire lo zafferano, le pere pulite e tagliate a pezzi, e versare il composto in una tortiera unta con poco olio e spolverizzata con della farina. A piacere spargere un pò di zucchero di canna sulla superficie (per avere la mia amata crosticina!) e far cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, controllando la cottura con uno stecchino.

domenica 18 ottobre 2009

Chai tiramisù?!


Arrivo sempre all'ultimo momento. Da che mi ricordi è sempre stato così... quando ero una pendolare dovevo correre per riuscire a prendere il treno in tempo e le uniche volte in cui mi toccava aspettare il treno era perchè c'erano dei ritardi spaventosi. Così arrivo in extremis anche per partecipare al contest di Francescav.
Adoro il tiramisù classico ed in ogni sua variante, ma ammetto che questo chai tiramisù è stata un'intuizione dell'ultimo minuto, nata soprattutto per saziare la voglia di India che mi accompagna da quando ho finito di leggere il bellissimo Shantaram.
Oggi è un giorno speciale per me e il mio compagno, quindi volevo regalarci un dolce speciale: speziato, buono e particolare... forse anche vagamente afrodisiaco?! Con questo tiramisù intanto prosegue anche la mia voglia di cannella...
Bando alle chiacchiere, ecco il tiramisù con cui partecipo al contest di Francescav:


Ingredienti:
un uovo
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
una bacca di vaniglia
una lattina di latte di cocco
100 g di panna fresca
savoiardi caserecci
chai tea (tè nero - chiodi di garofano - cannella - zenzero - cardamomo - poco pepe nero)
latte, mezza tazza

Preparare il chai tea: portare ad ebollizione dell'acqua con le spezie, far bollire per qualche minuto, poi aggiungere il latte e far sobbollire per 5 minuti circa, spegnere il fuoco e far raffreddare. Preparare la crema: far riscaldare il latte di cocco; sbattere l'uovo con lo zucchero, i semini della vaniglia e la farina, in modo da non avere grumi, e versarvi poi il latte di cocco a filo; mettere sul fuoco a fiamma bassa e continuando a mescolare far cuocere per circa 5 minuti. Far raffreddare la crema coperta da una pellicola. Montare la panna fresca ed unirla alla crema di cocco raffreddata con movimenti delicati, poi porre la crema in frigo per 30 minuti. Bagnare velocemente i savoiardi nel chai tea freddo e sistemare un primo strato nelle coppette, aggiungere un pò di crema e continuare ad intervallare savoiardi nel chai tea con la crema terminando con quest'ultima. Completare spolverizzando della cannella e conservare in frigo per almeno un paio d'ore.

venerdì 16 ottobre 2009

Pollo e zucca speziati



Mi piace il pollo ma a volte non so come prepararlo. Sarà per mancanza di tempo, per pigrizia (chi io?!?!?) o per chissà cos'altro, sta di fatto che se non vario un pò la preparazione mi stanco e finisce che non lo mangio più.
Così, mentre con occhio attento vagliavo tutte le materie prime presenti nella mia cucina buco e nella mia testa ripetevo a me stessa "no Gloria, basta pollo e peperoni, buono ma cambia un pò!", mi sono ricordata di avere delle piccole zucche portate direttamente dalla campagna.... "perche non provare?".
Mi piace la zucca ma nei primi, come crema o in qualche dolce, non avevo mai provato ad assaggiarla con nessun tipo di carne... Ma questa preparazione mi è piaciuta molto: il pollo era morbidissimo, la zucca strabuona, e il tutto profumava di spezie - tra cui la cannella. Ora è ufficiale, posso dirlo e scriverlo a chiare lettere: sono diventata cannella addicted.

Ingredienti:
metà* di una zucca piccola
500 g di petto di pollo
un vasetto di yogurt
curry
cannella
olio extravergine d'oliva, sale

Pulire la zucca, privarla della buccia e dei semi e tagliarla a pezzetti; tagliare a pezzi anche i petti di pollo e farli rosolare con un filo d'olio in una padella, aggiungere la zucca, un bicchiere d'acqua, le spezie - quantità a piacere, coprire e far cuocere per circa 15 minuti, controllando di tanto in tanto. Regolare di sale eversare lo yogurt, far cuocere per altri 5 minuti circa e servire a tavola.

Nota: non ricordo se ho messo anche uno spicchio d'aglio... memoria ballerina!

* con l'altra meta della zucca ho preparato una buona e semplice schiscetta: cous cous con feta e pezzettini di zucca grigliati.

giovedì 15 ottobre 2009

Zuppetta di carote, mele e feta


Stamattina mi sono svegliata con un pò di raffreddore e mal di testa, sembro quasi essere programmata con l'accensione dei caloriferi nel mio condominio! Sperando di non venire presa d'assalto da tutti i malanni che solitamente questo cambio di temperature mi provoca ho iniziato a bere i miei litri di infusi di rosa canina e di zenzero... sabato inizio il corso di giu gizu (lo so che non si scrive così... ma non so esattamente come scriverlo!!!) e devo essere in forma!
Questa zuppetta mi mette allegria, è colorata, buona e secondo me si presta bene anche ad essere consumata fredda... magari non oggi Gloria! Comunque anche calda è veramente buona e delicata... Anche qui ho messo un poco di cannella: aiuto, che mi sta succedendo?! Sto diventando cannella-dipendente?!

Ingredienti:
6 carote
2 mele
una cipolla piccola
feta
spezie (cannella, pepe bianco, zenzero e pepe)
olio extravergine d'oliva
fleur de sal

Pelare le carole e tagliarle a rondelle, tritare la cipolla, pelare la mela e tagliarla a pezzetti e versarli in una padella con un filo d'olio; successivamente aggiungere dell'acqua fino a coprire gli ingredienti, regolare di sale, aggiungere le spezie - tranne il pepe - e far cuocere per circa 30 minuti. A cottura ultimata assicurarsi che le carote siano tenere, quindi frullare tutto con il minipimer; aggiungere poi la feta a pezzetti, del pepe e un filo d'olio e servire a tavola.

mercoledì 14 ottobre 2009

Torta di mele profumate alla grappa


Ancora una torta con le mele. Il fatto è che ne ho veramente tante e in qualche modo dovrò pur mangiarle... e quale modo migliore se non una torta di mele a colazione?! Oltre alle mele avevo anche dei muesli da finire che supplicavano di essere mangiati in qualsiasi modo, quindi ho deciso di buttarli nella mischia!
L'idea della grappa è stata copiata da Sigrid: a casa mia non manca - a me piace l'odore ma non riesco a berla, ma ho qualche bottiglia per gentile concessione del babbo! - ed è veramente una genialata. La cannella invece... non so, fino a qualche anno fa la odiavo, ora invece mi piace un sacco abbinata a determinati alimenti, e nelle torte autunnali secondo me è una sorta di must... e poi con quell'odorino meraviglioso che esce dal forno, come non aggiungerla?!

Ingredienti:
2 mele
grappa qb
150 g di farina integrale
50 g di farina di riso
un vasetto di yogurt
mezzo vasetto di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato
un uovo
160 g di malto di riso
50 g di muesli (i miei erano cereali misti con uvetta e mandorle tritate)
una bustina di lievito
cannella
un cucchiaio di zucchero di canna

Pulire le mele e tagliarle a spicchi sottili, coprirle con poca grappa e lasciare riposare per 20 minuti circa. Sbattere l'uovo con lo yogurt, aggiungere il malto di riso e l'olio e amalgamare; versare poi i muesli e le farine, il lievito sciolto in poca acqua e amalgamare fino ad avere un composto liscio; togliere le mele dalla grappa e unire la grappa all'impasto, aggiungendo della cannella. Versare il composto in una tortiera unta con poco olio e della farina, disporre le fettine di mela scolate dalla grappa, cospargerle con lo zucchero di canna e cannella a piacere e far cuocere in forno caldo a 180° per 45 minuti circa, o finchè non si è cotta.

venerdì 2 ottobre 2009

Verza e porri con zenzero e salsa di soia

Credo di essere entrata ufficialmente nel mio periodo orientaleggiante: ormai nelle mie preparazioni non mancano mai spezie varie e soprattutto salsa di soia... che tra l'altro devo assolutamente ricomprare!
Sono abituata a cenare sempre tardi, prima perchè uscivo io dal lavoro ad orari improponibili (quindi le mie cene erano più che altro a base di qualcosa che preparavo e surgelavo nel weekend e poi scongelavo e riscaldavo nel microonde - regalo scelto ad hoc per questo motivo, visto che ora non lo uso quasi mai!), ora perchè io ho degli orari abbastanza normali ma il mio compagno no, quindi quando posso lo aspetto, poi dopo le 22 mi scaglio sul cibo da sola! Ieri, abituata a non cenare almeno prima delle 21, ho fatto con calma... ho guardato la bella verza che giaceva nel frigo, l'ho lavata e poi le ho detto: "aspetta che tra poco ti trasformo in tanti involtini" e invece, suona il campanello. "Sono a casa!" "Ma come, così presto, sono le 20!?!" Lo so, non è un bel modo di essere accolti in casa propria dopo una giornata di lavoro, ma non ero preparata... e soprattutto i miei involtini di verza erano ancora solo un'idea! "Cos'hai preparato di buono? Ho una fame..." In quel preciso momento ho capito che gli involtini di verza sarebbero rimasti una bella idea. Così sono andata velocemente in cucina e ho iniziato a preparare la verza come la preparava spesso mio padre, prima che mi trasferissi portando con me la mia wok...

Ingredienti:
una verza
un porro
uno spicchio d'aglio
un pezzo di zenzero fresco
3 cucchiai di salsa di soia
olio extravergine d'oliva
sale

Sbucciare lo spicchio d'aglio, privarlo dell'anima e tagliarlo a striscioline sottili; tagliare allo stesso modo anche lo zenzero dopo averlo pulito (la quantità di zenzero dipende un pò dai gusti, io ho usato un pezzo poco più grande dello spicchio d'aglio). In una wok far soffriggere l'aglio e lo zenzero nell'olio; lavare la verza, tagliarla a listelle e unirla al soffritto insieme al porro finemente tagliato, a un bicchiere d'acqua, regolare di sale e far cuocere con il coperchio per 15 minuti circa. Controllare la cottura - non deve asciugarsi troppo - e aggiungere poi la salsa di soia, coprire ancora per qualche minuto e servire a tavola.

lunedì 28 settembre 2009

Torta di carote

Ho passato un fine settimana impegnativo e ancora ne porto i segni, soprattutto sotto gli occhi!A differenza degli altri fine settimana non ho potuto sbizzarrirmi in alcun tipo di preparazione: sabato ero invitata ad un matrimonio e domenica a pranzo fuori. La cena? beh, dopo tutte le cose buone mangiate non avevo molto appetito... Una cosa però l'ho fatta, questa torta di carote. Che, a differenza delle precedenti ricette, è stata pensata come una torta di carote! Cucinare mi rilassa molto, e poi avevo voglia di preparare qualcosa per fare colazione stamattina...

Ingredienti:
350 g di carote
100 g di zucchero di canna
3 uova
160 g di farina 00
un vasetto di yogurt intero
20 g di olio extravergine d'oliva (io uso un olio ligure leggero e fruttato)
80 di mandorle
un cucchiaino di cannella in polvere
una bustina di lievito
un cucchiaio di latte

Separare i tuorli dagli albumi e sbattere i primi con lo zucchero, fino a fare una crema spumosa. Aggiungere le carote grattuggiate, le mandorle tritate, lo yogurt, la farina e l'olio e amalgamare bene il tutto. Montare a neve ben ferma gli albumi, incorporarli delicatamente al composto ed aggiungere il lievito sciolto in poco latte. Unire la cannella e versare l'impasto in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata. Cuocere in forno caldo a 180° per 50 minuti circa (controllare la cottura con una stecchino) e far raffreddare prima di servire.

venerdì 25 settembre 2009

Purè di carote allo zenzero e pompelmo

Si vede che in questo periodo va così: prima la torta che diventa muffin, oggi la zuppa che diventa purè! Domani chissà... Ho letto qualche tempo fa la ricetta di questa "zuppa" su un libro che ho adocchiato in libreria, solo che non ricordo altro se non la presenza di carote, zenzero e agrumi (io avevo in casa solo un pompelmo!) e quindi questo è il piacevole risultato.

Ingredienti:
5 carote grandi
uno scalogno
un pezzettino di zenzero fresco
il succo di un pompelmo giallo
olio extravergine d'oliva, sale

Pelare le carote e tagliarle a pezzi. In una casseruola fare un soffritto con l'olio, lo scalogno e lo zenzero pelato e tagliato a pezzi, aggiungere poi le carote, 4 bicchieri d'acqua e il succo di pompelmo, regolare di sale e fare cuocere con coperchio per almeno 20 minuti. Quando le carote sono tenere e hanno assorbito quasi tutta l'acqua frullarle con un fullatore ad immersione e servirle a tavola.

mercoledì 23 settembre 2009

Muffin light con olio, mandorle, cardamomo e...

Premessa: non avrebbero dovuto essere muffins...
In realtà la mia idea era quella di fare una torta, quindi il procedimento non segue per nulla quello dei muffins (separare gli ingredienti umidi da quelli asciutti e poi unirli amalgamandoli molto velocemente), ma la mia tortiera era davvero troppo grande per questo impasto e non avendone una più piccola ho convertito la torta in muffin. Mi dico spesso che dovrei comprare una tortiera più piccola ma ancora non mi sono decisa... Vorrei provare con le teglie in silicone ma qualcosa non mi convince ancora del tutto.
Questi muffins, nonostante la accurata preparazione sono molto buoni, leggeri e "friabili", con un buon profumino di cardamomo che ti invoglia ad accompagnarli con una buona tazza di tè.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Solidea e Ale "A.A.A. ricette col cardamomo cercasi..."


Ingredienti per 18 muffins:
280 g di farina di riso
70 g di farina 00
3 uova
120 g di zucchero di canna
80 g di mandorle non pelate
6 bacche di cardamomo
un vasetto di yogurt intero
mezzo vasetto di olio extravergine d'oliva (ho usato un olio ligure, leggero e fruttato)
una bustina di cremor tartaro
un cucchaino di bicarbonato

Sbattere le uova con lo zucchero per qualche minuto, aggiungere poi le farine, lo yogurt, l'olio, il cremor tartaro e il bicarbonato e amalgamare bene il tutto per avere un composto senza grumi. Aggiungere poi i semini di cardamomo pestati e le mandorle tritate grossolanamente (io ho pestato tutto nel mortaio, mio nuovo acquisto) e aggiungerli al composto. Riempire i pirottini per 3/4 e farli cuocere in forno caldo a 180° per circa 15/20 minuti.

martedì 22 settembre 2009

Una torta salata ai porri come schiscetta

Non ho potuto resistere e ieri sera ho provato la mia "nuova" pentola a pressione per fare una zuppa di legumi: faccio un mini soffritto, aggiungo i miei legumi, l'acqua e chiudo la pentola... ecco la prima difficoltà: non riesco a chiuderla! In effetti non riuscivo nemmeno ad inserire il coperchio... dopo vari tentativi e svariati minuti ce l'ho fatta (non so come ad essere sincera!); accendo il fuoco e aspetto... la pentola inizia a fischiare... fischia... fischia... non smette mai di fischiare! In preda al panico chiamo l'unica persona di mia conoscenza che usa abitualmente una pentola a pressione, la zia Giovanna, la classica matrona dei fornelli. "Zia aiuto, sto usando la pentola a pressione ma non so cosa fare...fischia!" "La valvola è chiusa?" Scopro così l'esistenza della valvola, la necessità di abbassare il fuoco dopo il fischio, e soprattutto scopro che una volta finita la cottura non devo togliere subito il coperchio ma devo prima far uscire il vapore... su questo punto la zia è stata chiara "Mi raccomando, attenta alla faccia perchè il vapore esce forte". Grazie per i consigli zia Giò! Alla fine posso ritenermi soddisfatta del mio primo approccio a questa mia nuova scoperta - dell'acqua calda ;)
La torta salata di questo post non ha visto l'utilizzo della mia nuova scoperta, ma è stata fatta avendo come sottofondo il famoso fischio.
Ogni giorno mi ingegno a preparare una schiscetta diversa per me ma soprattutto per il mio compagno, questa è la prima che sono riuscita a fotografare...

Ingredienti:
un rotolo di pasta sfoglia
2 porri
250 g di ricotta
2 uova
un cucchiaio di uvetta
curry
sale e pepe

Montare le uova con la ricotta, sale, pepe e un cucchiaino di curry; lavare e asciugare i porri, tagliarli a fettine sottili e aggiungerli al composto. Riempire il guscio di pasta sfoglia con il composto con i porri, chiudere bene i bordi e mettere in forno caldo a 180° per 40 minuti circa.

giovedì 17 settembre 2009

Una vellutata mentre fuori piove

In teoria dovrebbe essere ancora estate, almeno per qualche giorno. In realtà siamo piombati ferocemente nell'autunno più tetro: cielo grigio - ok, non è una novità a Milano, ma questo cielo è grigio davvero, non azzurro tendente al grigio! - pioggia a volontà, freddo, coperte, stivali di gomma, giubbotti... Ecco, non ero affatto preparata a tutto questo! Dopo il mio torpore culinario di agosto speravo in una tranquilla (meteorologicamente parlando) fine estate per poter sperimentare qualche altro piatto estivo, ed invece in questi giorni ho solo voglia di zuppe: buone, calde, veloci da preparare... E quindi zuppa sia!

Vellutata di zucchine con cumino

Ingredienti per 3 persone:
1, 2 kg di zucchine
una cipolla
2 cucchiai di cumino in polvere
250 ml di panna fresca (o yogurt intero)
olio extravergine d'oliva, sale, pepe

Lavare le zucchine, privarle delle estremità e tagliarle a pezzetti; metterle in una pentola insieme alla cipolla tagliata, a dell'acqua (non molta, indicativamente 3-4 bicchieri) e al cumino. Coprire e far cuocere per 15-20 minuti. Frullare il tutto, aggiungere la panna e regolare di sale e servire con un filo d'olio e del pepe macinato fresco. Nota: ho usato la panna perchè ne avevo una confezione vicina alla scadenza in frigo, ma con lo yogurt la vellutata viene sicuramente altrettanto buona ma più leggera.