lunedì 22 marzo 2010

Frizzuli con mollica e peperone crusco



Oggi niente piatto primaverile, qui la primavera non si è proprio vista da quando calendaristicamente è iniziata!
I frizzuli sono un formato di pasta lucano realizzato con un ferretto. Ricordo che mia nonna ogni tanto li faceva... io ho provato a farli. Non so se la forma originale sia proprio questa, però so che questi erano proprio buoni, anche perchè fatti con la semola Senatore Cappelli  - davvero meravigliosa - presa da Angela. Questa ricetta è - of course - tipica della cucina lucana... per quanto riguarda il procedimento non metetrei la mano sul fuoco, ne ho trovate diverse versioni online e alla fine ho fatto un pò  modo mio!
Purtroppo oggi sono di poche parole, la settimana non è iniziata nel migliore dei modi e il mio umore è alquanto antipatico... mi auguro che cambi presto, quando sono così non sopporto nemmeno me stessa. Per fortuna stasera andrò all'evento Voiello con Davide Oldani, sicuramente l'umore migliorerà!

Ingredienti:
200 g di semola di grano duro Senatore Cappelli
sale
acqua quanto basta
uno spicchio d'aglio
pane raffermo
un cucchiaio di peperone crusco macinato
olio extravergine d'oliva

Preparare i frizzuli impastando per 15 minuti  la semola con un pizzico di sale ed abbastanza acqua da avere un impasto liscio e abbastanza duro, poi far riposare l'impasto per almeno 30 minuti. Formare dei serpentelli di pasta di circa un centimetro di diametro e 4 -5 cm di lunghezza, posizionare un ferretto (la prima volta io ho usato uno stecchino da spiedino piuttosto spesso) obliquo e farlo scivolare per un paio di volte avanti e indietro sulla spianatoia, sfilare poi il ferretto e ripetere l'operazione per realizzare gli altri, dopo ciò far riposare i frizzuli per almeno 20 minuti.
Mentre in seguito i frizzuli saranno in pentola  - dovranno cuocere per circa una decina di minuti - preparare il condimento facendo imbiondire in una padella lo spicchio d'aglio con dell'olio, eliminare poi l'aglio e aggiungere il pane raffermo sminuzzato, completando con il macinato di peperone crusco e togliere dal fuoco dopo pochi minuti - si deve solo tostare, non cuocere! Aggiungere quindi i frizzuli cotti e scolati e servire a tavola.

martedì 27 ottobre 2009

Pranzo toscano con pappa al pomodoro


Prima di tutto: si dice pappa al pomodoro o pappa con il pomodoro? Piccolo dubbio che mi è venuto mentre scrivevo il titolo.
Ieri per la prima volta ho cucinato e mangiato i cavoletti di Bruxelles... infatti non mi ricordavo di averli mai mangiati. Con il gorgonzola non mi sono dispiaciuti, solo che preferisco in genere altri sapori, e poi, per dirla tutta, i cavoletti mi hanno provocato degli effetti collaterali piuttosto imbarazzanti ;-P
Oggi serve una zuppetta purificante, solo che guardando dentro al mio frigo non ho trovato nulla di diverso da cavoli e broccoli, verdure che mi piacciono ma che oggi vorrei evitare. Ma cosa scorgono i miei occhi laggiù?! Pomodori... perchè non provare una genuina pappa al pomodoro (o con il pomodoro?!). Problema: non l'ho mai fatta... Allora decido di cercare la ricetta sul blog di Paoletta, la trovo e ne seguo il procedimento - il secondo, quello che mette prima il pane.
Mi perdoni Paoletta e tutte le toscane che eventualmente leggeranno questo post, ma pur avendo seguito il procedimento più o meno alla lettera, rimango sempre una persona molto pigra e quindi ho usato delle dosi a caso, pomodorini interi e pane integrale bio in cassetta, non toscano e non raffermo. In compenso però ho gustato questa pappa - buonissima tra l'altro! - subito dopo aver mangiato dei crostini fatti con il patè di fegatini toscano doc, che una amica mi ha portato dalla Toscana: un gesto bellissimo e graditissimo!

Mi piace la Toscana e in generale la cucina toscana, spero di poterci tornare presto, almeno per un weekend quando questo periodaccio terminerà!

Colgo l'occasione per esprimere la mia indignazione per quello che è successo a Lydia, Adriano ed altri blogger, che hanno visto le loro preparazioni riproposte da persone che se ne sono assunte il merito e la paternità senza nessun diritto.  Certamente è disgustoso far passare la condivisione di una ricetta per quello che non è, ovvero un'appropriazione senza ritegno da parte di persone che in cucina ci stanno per motivazioni lontane dalla passione e dall'amore.