venerdì 14 gennaio 2011

Limbo


Mi piacciono molto i peperoncini: aggiunti alle pietanze - in quantità più o meno limitate; sul balcone, quando la stagione lo permette; e come oggetto ornamentale... vederli, con il loro rosso fiammante, mi mette allegria! In più pare anche portino fortuna... beh, un pò di fortuna non guasta mai!
Da più di una settimana ormai sono temporaneamente senza casa... no, non vivo sotto ad un ponte, ma dopo una settimana passata ad inscatolare gli ultimi 3 anni della mia vita, sono ospite a casa dei miei suoceri (suoceri... in realtà formalmente non sono sposata, il concetto però non cambia!), in quella che un tempo era la cameretta del mio fidanzato. Ora la condividiamo: che strana sensazione!
Mi manca la mia privacy, mi mancano tutti i miei oggetti, accuratamente riposti in grosse scatole con una faccina triste a ricordare il mio stato d'anmo mentre li impacchettavo, mi manca il fatto di non avere pieno possesso della cucina, anche se a dire il vero nessuno mi impedisce di usare quella dei suoceri.... ma mi manca il tempo - mentre a casa mia potevo cucinare anche di notte qui non mi sento a mio agio!- e mi manca il fatto di essere sola con le mie fruste e la musica come sottofondo dei miei pasticci!
E, cosa di cui mi sono resa conto negli ultimi giorni, mi manca il blog: il mio e quelli che quasi quotidianamente seguivo con verace curiosità... Ecco, questo problema è ormai risolto: ora ho la connessione a internet!
Mi sento in una sorta di limbo, in attesa di poter entrare ufficialmente nella nostra  - e sottolineo finalmente nostra! - casetta, di poter riavere i nostri spazi, le nostre cose, di poter usare la cocotte nuova di zecca -anzi di ghisa ;-) che non ha potuto nemmeno uscire dalla sua scatola di imballaggio! Ancora un paio di mesi, spero non di più, e poi via ai pastrugni culinari che amo. Nel frattempo mi impegnerò a imparare cose nuove in compagnia, ad esempio, non appena la suocera lascerà le stampelle, mi piacerebbe imparare a fare gli strascinati... della serie: "Gloria perde la cucina ma non il vizio!".

giovedì 22 luglio 2010

Il turbinio degli eventi

Mi pare incredibile come più eventi possano succedersi in modo così turbolento e drammatico, tanto ravvicinatamente tra loro. Solo una settimana fa a questa stessa ora stavo affrontando le ore più lunghe della mia vita, aspettando insieme a mia madre - di solito fin troppo logorroica ma totalmente silenziosa e passiva in quella circostanza - l'esito dell'invervento di mio padre. Una settimana dopo, in seguito a qualche giorno passato in terapia intensiva, mio padre è già stato trasferito in un istituto di riabilitazione, migliorando visibilmente di giorno in giorno. E' strano sentire l'entusiasmo con cui mi parla delle sue piccole conquiste quotidiane, che sono così scontate nella vita di tutti i giorni: alzarsi dal letto, riuscire a farsi la barba (ho scoperto in questa occasione "l'ossessione" di mio padre per la barba!), sbucciare un frutto o aprire la bottiglietta dell'acqua. Mi conforta sentire anche la sua volontà (mista a  testardaggine a volte!) nel non volere aiuto e voler riuscire a fare quello che può totalmente solo... è un grande esempio!
Per una vita che rinasce un'altra si spegne: qualche giorno fa è spirata mia nonna materna. Una nonna che praticamente viveva con i miei genitori - eccetto negli ultimi mesi - e con cui ho avuto grandi contrasti dovuti forse allo stesso carattere declinato in modalità completamente diverse. Sono dispiaciuta ma anche molto sollevata sapendo che ora non soffre più. 

Domani si ricomincia a mangiare e a postare, ho visto anche che ci sono delle nuove e bellissime ricette per la mia raccolta, prometto di aggiornarla quanto prima!

sabato 17 luglio 2010

Rieccomi

Sono sparita per qualche giorno dal mio blog e da quelli che mi piace leggere di solito, lasciando un pò di mistero circa il bulbo pubblicato qualche giorno fa. Ho però una valida giustificazione: qualche giorno fa mio papà, che oltre ad essere il mio adorato papà è la mia "guida culinaria", ha subito un intervento cardiochirurgico, che fortunatamente non ha avuto complicazioni. Sono stati i giorni più lunghi della mia vita, ma tutta la tensione e l'ansia ieri è venuta meno quando finalmente ho potuto vederlo sveglio e lucido!

Aglio: ecco svelato il mistero del bulbo...
In realtà alcuni bulbi si sono sviluppati normalmente, il classico aglio a spicchi quindi, altri invece hanno assunto una forma "cipollosa". La particolarità, oltre alla forma, è data dall'odore, decisamente più delicato e aromatico (non saprei come definirlo!). Non ho ancora fatto una prova assaggio, ma presto rimedierò!

Buon fine settimana a tutti!

lunedì 10 maggio 2010

A B C ai fornelli

L'altro giorno Jacopo, un mio collega, si presenta da me con un foglio in mano e con il garbo di cui è dotato inizia a farmi una serie di annotazioni su una mia ricetta (una mousse al cioccolato).
"Vedi Gloria, le tue ricette non sono complete... qui tu scrivi montare gli albumi a neve ed io per poter fare capire di cosa parli ho dovuto fare delle ricerche!" Il buon Jacopo in effetti non ha torto, spesso tendo a dare per scontato che operazioni basilari come montare gli albumi o sciogliere il cioccolato a bagnomaria siano radicate in tutti noi, ma non è affatto così. Io per prima ogni giorno apprendo cose nuove prima sconosciute, spulciando tra i vari blog o leggendo la rivista del mese... Metodi o modalità che magari per qualcuno sono elementari ma che per me sono un nuovo mondo da scoprire.
Ho deciso quindi di creare una pagina che aggiornerò di volta in volta, una sorta di A B C dei fornelli, in grado di rendere un pochino più chiare determinate tematiche... Non ho la presunzione di essere scientifica ed esaustiva, insomma, io sono solo una pasticciona che procede per intuito ed esperienza! Con questa scusa sono sicura che scoprirò anche io qualcosa di nuovo e di utile, magari con l'aiuto di tutte le persone più esperte di me che vorranno correggere o aggiungere qualcosa per completare questa sorta di vocabolario.
Ammetto che questa idea mi emoziona - e già, lo so, sono una che si emoziona con poco! - e per questo ringrazio pubblicamente - e sentitamente - Jacopo!

giovedì 11 marzo 2010

Io sarò una delle 99 colombe... e voi?


Non conoscevo i prodotti delle Sorelle Nurzia fino a qualche giorno fa, quando ho ricevuto l'invito di Artemisia e Lydia a partecipare ad una iniziativa bella e di grande solidarietà come 99 Colombe
Sorelle Nurzia è una storica azienda abruzzese, molto nota a livello locale - meno nelle altre zone d'Italia - che produce torroni, panettoni, biscotti e colombe; la realtà che quasi un anno fa ha devastato L'Aquila e le cittadine vicine ha duramente colpito anche questa azienda, che con grandi difficoltà sta cercando di riprendersi, mostrando una tenacia e una volontà non indifferente. A questo proposito invito tutti a leggere questa bellissima lettera di Mara, responsabile dei progetti speciali dell'azienda.
Cosa possiamo fare noi per aiutare Sorelle Nurzia? Cogliendo l'occasione della Pasqua vicina possiamo trasformarci tutti in colombe e fare un gesto di solidarietà vera verso Sorelle Nurzia, facendo conoscere i suoi prodotti al di fuori del suo mercato locale. Come? Facendo quello che noi foodblogger facciamo già quasi quotidianamente per divertimento e per passione: giocando con un prodotto delle Sorelle Nurzia, un colomba ad esempio. Creiamo una salsa di accompagnamento, una mousse, qualsiasi cosa la nostra creatitvtà culinaria ci suggerisca di fare con uno dei suoi prodotti. Non è però necessario avere un blog , tutti possono prendere parte a questa iniziativa!
Per ogni ulteriore informazione, per visionare il listino dei prodotti e altro ancora vi rimando al blog dedicato.
99 è il numero simbolo dell'Aquila, noi colombe possiamo essere molto di più.

mercoledì 27 gennaio 2010

Congratulazioni al mio Dottore Commercialista!


Oggi niente ricetta. Anche se ieri ho preparato una cenetta a base di pesce molto buona e veloce (della serie come preparare una cena romantica in 30 minuti), l'occasione era così importante che non mi è balenata nemmeno per l'anticamera del cervello di fare alcuna foto, di memorizzare mezza dose. Ieri sera bisognava festeggiare e quindi luci spente, una candela accesa sul tavolo, due flute (poi si sono moltiplicati!) pieni del migliore spumante italiano che io abbia mai assaggiato (e comprato!) e un professionista abilitato seduto davanti a me... Dopo mesi di sacrifici, nottate in bianco e zero vita sociale finalmente il traguardo è stato brillantemente raggiunto, ed io mi sento felice e soddisfatta come se avessi studiato e sostenuto io in prima persona tutte quelle prove. E soprattutto mi sento molto orgogliosa della persona che mi sta a fianco, che in questi mesi avrà pure perso ore di sonno, ma ha guadagnato sempre di più la mia stima ed ammirazione (oltre a qualche chiletto a causa mia!).

giovedì 31 dicembre 2009

Buon anno

Ed eccoci finalmente al 31 dicembre.
Saluto con piacere questo 2009 tanto strano e non particolarmente bello... Anche se in fondo ci sono state cose anche positive, a ripensarci oggi a mente fredda. Succede sempre così, bisogna vedere le cose da più prospettive, senza lasciarsi incatenare dai "se" e dai "ma"... è un pò la solita vecchia storia del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno!
Aspetto di brindare al nuovo anno raffreddata e malaticcia, nel farttempo auguro ai miei fedeli 25 lettori (come quelli del Manzoni!) e a tutte le persone che visiteranno queste pagine virtuali un sereno 2010!

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale


Gli ultimi giorni sono stati particolarmente impegnati, tra lavoro, regali, pacchetti, neve e biscotti!(vedi foto). Eccomi arrivata ormai quasi a Natale, quest'anno abbiamo scelto di festeggiarlo in un agriturismo con i miei genitori: nessuna mega tavolata con almeno 15 persone, nessun tipo di  traffico in cucina e soprattutto nessun lavaggio di piatti manuale (purtroppo non ho una lavastoviglie!). Sarà strano ma non per questo meno bello! Non vedo l'ora di rivedere la mia Penelope e darle il suo regalo, un osso che ogni Natale puntualmente lei scarta con i suoi dentini, tenendo il pacchetto tra le zampe! Non vedo l'ora soprattutto di passare una giornata intera con Robi, senza studio, lavoro e panni puliti da stendere...
Auguro a tutti quelli che passeranno su queste pagine nei prossimi giorni un felice e sereno Natale!

mercoledì 9 dicembre 2009

Una serata con la P maiuscola


Un ponte non ponte. La mia assenza non è dovuta a giorni di relax in montagna o in qualche capitale d'Europa, semplicemente sono stata a casa, ho lavorato tantissimo, ed ho trascorso una serata bellissima e davvero particolare.
Il 7 dicembre c'è stata la serata inaugurale della nuova stagione Scaligera  - la famosa Prima - a cui ho partecipato anche io, non in veste di vip o invitata illustre - ovviamente - ma per "lavoro".
Dopo una mattina di intenso lavoro sono tornata a casa sotto la pioggia per cercare di darmi un contegno estetico adatto all'occasione: niente perle, perline e smeraldi, of course, solo un semplice vestitino nero, tacchi alti e un minimo di trucco. Inizia così la mia serata mondana della vita.

Dopo vari giri dell'oca intorno alle transenne, in bilico sui tacchi, camminando sul pavè bagnato, con un enorme cappello da rapinatore a coprirmi (proprio poco elegante) per non far diventare i miei capelli più crespi e vaporosi del solito, mostro il mio pass, cercando di destreggiarmi tra borsa, borsette e ombrello; arrivo così alla mia location lavorativa dove tutto è in fermento per le imminenti riprese tv. In buona compagnia inizio a vagare nel foyer, facendomi strada tra strascichi ingannevoli, pettinature vaporose che hanno contribuito ad aumentare il buco dell'ozono, volti rugosi e plasticosi e gente che ti butta a terra pur di riprendere il il vip o politico di turno... insomma, a mio parere un'esagerazione senza limiti! Inizia l'opera e sono ancora intenta a vagare per il teatro, crecando il modo di intrufolarmi in platea: niente da fare, bisogna aspettare il primo intervallo. Nel frattempo ogni tanto incrociamo il fotografo del teatro che tra un click e l'altro ai vip e altri ci scatta qualche foto, forse perchè impetosito dalla nostra scarsa resistenza sui tacchi?! Primo intervallo: eccoci in platea a camminare con disinvoltura tra volti noti, ma il nostro obiettivo è uno: vedere il collier di Marina Berlusconi, regalo del papi... Lo vediamo: accidenti! Cerco di non fare uscire dalla bocca tutto quello che mi sta passando per la testa in quel momento, potrei rischiare di essere portata via a forza dal teatro. Ancora il fotografo ed ancora qualche scatto, magari qualcuno ci scambia per l'ennessivo gruppetto di cantanti sfigate note solo ai teenagers. Nel frattempo vedo dietro a noi un noto stilista che secondo me mi guarda perplesso e disgustato, forse il mio semplice look non gli piace, in effetti ostento poco o niente a parte il mio sorriso, mentre secondo lui è giusto osare ed ostentare in queste occasioni. Ovviamente la cosa mi provoca un sorriso perfido. Inizio del secondo atto, riusciamo a rimanere nel fondo della platea, in piedi - più o meno - con i tacchi appoggiati su una mini discesa... Quel che vedo e sento mi piace molto ma non resisto più, le mie gambe stanno per cedere e quindi esco a rifugiarmi della mia location lavorativa. Dopo un mini riposo rieccoci in giro per il teatro, a farci foto e a farcele fare, finchè mentre posiamo ammiccanti davanti all'obiettivo fotografico ufficiale alle nostre spalle compare un volto televisivo noto, fasciata in un abito rosso di velluto, forse alla ricerca dei bagni... Ormai siamo troppo prese dalla nostra serata mondana e la invitiamo ad unirci a noi per una foto... ovviamente lei accetta. Basta, siamo stanche, tutto questo essere vip non fa proprio per noi - per me; certo è divertente fingere per una sera ma ora bisogna tornare con i tacchi per terra.

Cosa fanno 4 ragazze non vip in una serata mondana, dato che non possono assistere all'opera (ma poi, secondo me gran parte dei vip non sanno nemmeno cos'è l'opera a cui stanno assistendo, pensano solo a come farsi notare... quanto spreco!)?! Ovvio, pensano ai vari modi per intrufolarsi ai buffet dopo spettacolo.

Spettacolo finito, aspettiamo al cospetto di uno dei corazzieri l'uscita di Napolitano (ma quanto sono alti e impassibili i corazzieri?!), poi torniamo alla nostra location lavorativa, pronte al prossimo intrufolamento.
Ok, è il momento, andiamo: obiettivo è il buffet dei dipendenti dei teatro dietro al palcoscenico. Nel nostro tragitto troviamo a precederci il maestro Barenboim, quindi lo seguiamo. Eccoci. Breve discorso del sovraintendente Lissner, poi è il turno del maestro e infine della regista, che visibilmente commossa ringrazia per gli applausi che in quel momento sono numerosi.  Poi l'assalto al buffet, i piedi che non reggono più, una capatina nella scenografia dell'opera e via a casa. I miei piedi sono due zamponi, mancano solo le lenticchie a completare il quadretto.
Si è parlato molto di questa Carmen, di cui purtroppo non posso dire nulla dato che ne ho visto solo un piccolo pezzo. Sicuramente cercherò in ogni modo di riuscire a vederla, la voglia e la curiosità ci sono. Però ho trascorso una serata particolare, divertente e decisamente diversa dal solito... è ora di tornare ai fornelli, Gloria!

domenica 6 dicembre 2009

Lettera a Babbo Natale...


Caro Babbo Natale,
quest'anno non sono ancora entrata nell'atmosfera natalizia forzata così in anticipo dalle vetrine dei negozi e dalle pubblicità. Non so ancora come riuscirò a conciliare i miei biscottamenti regalo con i turni del lavoro, quando riuscirò a sistemare casa in modo da renderla più partecipe di questo periodo. So solo che da mesi aspettavo questo dicembre per chiudere un anno tanto strano e anche sfortunato.
Questa non sarà la solita letterina che ricevi ogni anno, con la lista delle cose che più vorrei... no, voglio solo renderti partecipe del fatto che questo natale per me sarà particolarmente significativo.
Ieri nel mio animo si è acceso un piccolo raggio di speranza, che mi ha fatto brillare gli occhi e che mi ha fatto provare un brivido d'orgoglio, cosa rara. Una notizia che non è nulla di eccezionale, ma che per me è la dimostrazione di qualcosa che aspettavo da anni e che ha iniziato tirare via quei granelli di polvere che in questi anni si erano accumulati su questa speranza. Mio fratello da 20 giorni non sta fumando e ha deciso di smettere. Che sarà mai?! Per me è tantissimo.

Il mio fratellino è un ragazzo difficile, problematico, con cui da sempre intervallo un non-rapporto a rapporti di odio e amore. Però credo che se oggi sono la persona che sono è anche grazie a lui, a tutte le difficoltà enormi che ha creato a me e alla nostra famiglia e che mi hanno fatto maturare, diventare più forte. Mentre io diventavo più forte però lui diventava più debole ed esposto, anche se credeva l'esatto contrario. Poi un giorno è stato raggiunto il punto di rottura e da lì è iniziato un lento, lentissimo processo di recupero di vita e di rapporti, che si manifesta oggi con questa scelta, che implica una voglia di cambiare e una grande forza volontà; che mi lascia intravedere un cambiamento tanto discusso e forse mai totalmente dimostrato prima.
Lo so, è una scelta da nulla per chi non sa, per me invece questa scelta è una notizia bellissima, che rende questo anno disastrato un anno importante che aspettavo da tempo.

Non servono le vetrine addobbate, le luci, le tue gigantografie attaccate sui mezzi, i regali, la voce di John Lennon che intona un "so this is christmas" di cui pochi capiscono il vero significato per vivere l'atmosfera natalizia, a volte è sufficiente poco, uno spiraglio di speranza è il regalo migliore che si possa donare: economicamente è ininfluente, ma costa molto a chi lo fa.
In conclusione caro Babbo Natale  ti confesso che non so cosa succederà domani, magari lui riuscirà a non toccare mai più una sigaretta, magari invece ricomincerà... Non lo so, ma il fatto di averci provato rende mio fratello il mio eroe oggi. Questo è il regalo che da anni ti chiedo e non ho mai ricevuto. Quest'anno finalmente è arrivato.

ps: mi fai sapere se devo far spazio in cucina per l'arrivo della planetaria?!

domenica 29 novembre 2009

Una serata del cavolo... innaffiata dal prosecco


Sabato sera, ore 19.00, appuntamento con due amiche davanti al civico 21 di via Tortona.
Occasione: presentazione del libro del cavolo.
Arrivo di fretta e furia in motorino con il mio cavaliere, incuriosito e forse stanco di sentirmi parlare così spesso di blog e e foodblogger. Con noi ci sono due amiche-colleghe, estranee al magico mondo dei foodblogger ma fedeli lettrici non scriventi del mio blog. A loro ovviamente avevo mostrato il blog del Cavoletto.
Leggiamo un cartello che mi fa presupporre di non aver stampato un invito per partecipare... il breve tragitto in ascensore è un ribollire di domande da parte mia " e se non mi fanno entrare?" "ma dovevo stampare qualcosa" "non posso non entrare per questo"... La mia mente mi riporta a quando ero una bambina che scriveva letterine a Bim Bum Bam (ai tempi in cui c'era ancora un giovanissimo Bonolis); ricordo che davano un premio ad una letterina ad ogni puntata e un giorno toccò a me quella fortuna... Mi arrivò l'invito a presentarmi in un locale del mio paese a ritirare il premio e conoscere i conduttori, Uan compreso. Purtroppo non mi fecero entrare nel locale perchè accompagnata da una parente e non dai miei genitori... Porto ancora con me quella delusione! Ma torniamo a ieri.
Entriamo tranquillamente, nessuno ci chiede nulla. La location è davvero bella. Gironzoliamo un pò tra i vari assaggi, tutto molto buono, la degustazione di olio è stata molto carina, l'olio davvero ottimo e la lattina omaggio è diventata il mio oggetto preferito della settimana! Compro il libro per un'amica che non è potuta venire, le mie amiche si appassionano e comprano anche loro quello che è l'oggetto del desiderio della serata (no, non la lattina d'olio, il libro!), poi qualche bicchiere di buon prosecco tra un assaggio e l'altro e decidiamo di metterci in fila per incontrare Sigrid. Una fila che non avanza mai, ci sembra di essere sempre ferme allo stesso punto e la stessa sensazione l'hanno anche le ragazze dietro a noi. Un'amica desiste, ha un altro impegno, quindi ci lascia il libro e va. Rimaniamo in due, con 4 libri...  Io e l'altra amica inganniamo l'attesa della fila con chiacchiere e bicchieri di prosecco a non finire e il mio compagno inizia a gironzolare, fare la fila per gli assaggi di Longino & Cardenal, poi ogni tanto arriva con qualche commento, fino a quando si accorge che a quell'ora dovremmo essere dall'altra parte di Milano per un altro appuntamento - ovviamente preso da lui! - allora inizia a perdere la pazienza con classe, come solo lui sa fare (precisazione: lui odia arrivare in ritardo!). Lo guardo supplicante, ormai ho solo due persone  e un bicchiere in mano tra me e Sigrid. Allora lui si accomoda su una sedia, con il mio giaccone in mano, e inizia a leggere qualche depliant. Meno una persona... all'improvviso la persona che parla con Sigrid va via, lei si gira con uno sguardo gentile e sorridente (io al posto suo sarei distrutta e avrei perso il sorriso!) e capisco che tocca a me! Purtroppo il mio esordio non è stato dei migliori, mi pare di averle detto " Scusa ma nell'attesa mi sono alcolizzata" - potrebbe essere il prossimo titolo di un libro? ;-) e poi "Il mio ragazzo sta per lasciarmi per la lunga attesa!" (ma cavolo Gloria, con tutte le cose intelligenti che volevi chiederle dovevi esordire proprio con queste frasi!?). Che dire?! è davvero un persona molto gentile e piacevole - molto magra anche! - e mi ha fatto davvero piacere incontrarla. Alla fine del nostro face to face lei mi ha incoraggiato con un "corri!" a raggiungere il mio cavaliere errante, che per la cronaca, non mi ha lasciata grazie alla promessa di qualche preparazione dal libro di Sigrid.

mercoledì 25 novembre 2009

10 cose su di me...

 
Secondo giorno di attesa... Meglio distrarsi con questa patata bollente: è arrivata da Sara ed io l'ho accettata. Quindi parto subito senza troppi preamboli:

- Sono nata il primo di aprile 1981 alle ore 9:00: ero podalica e per tutta la gravidanza i miei genitori non hanno saputo se sarei stata una femminuccia o un maschietto, quindi sono stata un bel pesce d'aprile per loro! Alla mia nascita  secondo me è collegabile la mia innata pigrizia: non ho dovuto assolutamente faticare per venire al mondo, è stato il "mondo" che è venuto a prendermi dalla pancia della mamma e mi ha trovata seduta, con il sederino bello in vista!
- Sono una persona con mille idee in testa ma a volte mi rendo conto di essere un'inconcludente, mi spiego: vorrei poter fare mille cose diverse che mi balenano per la testa ma per vari motivi, spesso non dipendenti da me, mi trovo a non fare nulla di mio e a dedicarmi a progetti altrui che alla fine il più delle volte si rivelano una perdita di tempo; la cosa buffa - si fa per dire - è che mi impegno totalmente in ogni progetto in cui vengo coinvolta, a scapito dei miei veri interessi... Forse anche per questo mi stanco facilmente di molte cose, passato l'entusiasmo iniziale, quando mi rendo conto della realtà dei fatti, getto la spugna per mancanza di motivazioni e stimoli.
- Sono una produttrice mondiale di perle: a volte di saggezza, a volte di stupidità; riesco spesso a sorprendere la persona che ho davanti, a strappare un sorriso, una lacrima o una risata sfrenata. A volte riesco a sorprendere perchè sono la perfetta incarnazione dello stereotipo del camionista rozzo: tanto fine all'apparenza, fine e delicata negli adeguati contesti, ma molto mascolina e rozza in altri. Frase che molto spesso mi sento dire quando esce il camionista che è in me "da te Gloria non me lo sarei mai aspettato" (inteso: per cose giocose e goliardiche).
- Ho una cagnolina che adoro. Vive con i miei genitori adesso perchè a casa mia sarebbe sembre sola, mi manca molto e quando ho posso la porto a Milano con me. Si chiama Penelope (perchè aspetta il mio ritorno... sul serio, il motivo è questo!), è molto vivace ed intelligente, ha le zampe corte, la coda lunga e arricciata su se stessa, il corpo un pò sovrappeso (costituzione ma anche per colpa di mio padre!), un vocione enorme ed è anche una golosa rompiscatole... Passa le giornate a scorrazzare in giro, a poltrire, a rubare le ciabatte a mia nonna, a tramare perfidi piani per cercare il modo di rubare indisturbata qualcosa dalla tavola; dimenticavo: sa anche rifare i letti e i divani... come lo so? Ogni tanto trovavo pezzi di pane sotto il cuscino, con il letto perfettamente in ordine!
- Sono alla ricerca del mio futuro professionale: ho molte idee in testa (tanto per cambiare) ma le sole idee al momento non bastano... Ho lavorato nell'organizzazione eventi, nella produzione video, ho imparato a fare tantissime cose e modestamente sono molto in gamba quando mi ci metto (e nel lavoro mi butto sempre a capofitto),  per poi trovarmi vittima di questa crisi economica - momento di crisi esistenziale grazie a cui è nato questo blog! Ora lavoro in un posto prestigioso nel centro di Milano, sicuramente non è il lavoro della mia vita ma va bene così, imparo cose nuove e le giornate passano veloci, certo c'è il rovescio della medaglia: lavoro anche nei weekend e nei giorni festivi!
- Ho un piccolo tatuaggio sulla caviglia sinistra, è un trifoglio verde. Perchè un trifoglio e non un quadrifoglio? Beh, il trifoglio è più comune e sempre non desiderato perchè a differenza del quadrifoglio si dice che non porti fortuna. Però a me piace molto. E a dirla tutta quando ho fatto questo tatuaggio avevo un debole per Irvine, e avevo portato dal tatuatore un suo poster con il casco di allora per far copiare il trifoglio.
- Ho frequentato il liceo classico, poi scienze della comunicazione e infine ho conseguito un diploma di filmmaking a New York: contenta del liceo fatto, scelta sbagliatissima quella dell'università (da me ben fatta ma con sbocchi professionali nulli - vedi punto 5) e felice della splendida esperienza newyorkese.
Fino all'ultimo mese del liceo avrei voluto iscrivermi a medicina, poi il classico ripensamento dell'ultimo minuto ("troppi anni di studio", "non voglio trovarmi a quasi 30 anni ancora senza un professione" - eh già, perchè oggi invece...!?! ;) - mi ha fatto desistere. Ma non si può tornare indietro, solo guardare avanti e cercare di reinventarsi, questa è la mia teoria!
- Detesto le ipocrisie, mi piace la schiettezza e la sincerità. Preferisco una malvagità detta in faccia piuttosto che alle spalle con il finto sorriso nei miei confronti.Confido nella lealtà tra le persone, a volte illudendomi e altre no.
- Adoro Almodovar. Ho anche elaborato la tesi sul suo cinema e le sue figure femminili. Inoltre penso che potrei essere un'ottima attrice diretta da lui, anzi mi candido come attrice per il suo prossimo film: se qualcuno che lo conosce passa per caso su questo blog può fargli avere il mio contatto?!
- Sono innamorata, molto. Di una persona in gamba che mi diverte, mi sostiene, è mio complice, il mio opposto e la mia parte complementare. Mi ritengo molto fortunata ad averlo nella mia vita.

Ho scritto un sacco...All'inizio non sapevo cosa dire, ora invece proseguirei all'infinito ;)
Allora, di solito sono quella che interrompe ogni sorta di catena, ora però non voglio fare la guastafeste perchè credo sia interessante conoscere una parte delle persone le cui avventure o ricette mi piace leggere ogni giorno... Quindi chi passa di qui e ne ha voglia prenda pure questa patata bollente!

giovedì 5 novembre 2009

Survivals'cake e post lungo


L'avevo anticipato ieri... anche se in ritardo di un giorno mi fa piacere scrivere di una mostra inaugurata ieri a Milano alla Galleria Obraz. Survivals di Rossella Poli, a cura di Silvia Bottani.
Ultimamente sto notando una certa tendenza ad esprimermi con quello che cucino - e mangio... Non so se sia normale o meno, sicuramente è una cosa particolare. Per fare un esempio, quando leggo un libro penso ad una preparazione che si associ a quel che ho letto, i cui odori e sapori mi rimandino alle atmosfere in cui il libro in questione mi ha portata: è stato così per esempio con Shantaram (a proposito, devo ancora buttarmi su qualche ricetta indiana, nel frattempo il chai tea bevuto tanto dai protagonisti del libro è entrato con prepotenza della mia selezione di tè quotidiani!). O ancora, se mentre torno da lavoro - pedalando a fatica - vedo uno scorcio di Milano mai notato prima, o sento un profumo particolare, o anche vedo un'immagine che mi colpisce particolarmente, provo a pensare a come trasformarla in un piatto... Poi non sempre il "pensiero" diventa necessariamente un piatto!Quando l'altro giorno stavo leggendo il comunicato stampa di Survivals ho iniziato uno dei miei giri mentali di ispirazione culinaria; inoltre, realizzare una ricetta ispirata alla mostra mi sembrava un modo carino per fare il mio in bocca al lupo a Silvia, che oltre ad essere curatrice della mostra è anche un'amica.

"Una struttura di vetro, scientifica, che potrebbe abitare un laboratorio, contenente elementi chimici, acqua che è mare e aria per il cielo, transustanziati. Si rimestano e fondono attraverso un processo alchemico, che muove il fautore dell’azione verso le stelle. Questa l'origine. Osservo con attenzione: a fianco del ...marchingegno, una valigia, che racchiude altre porzioni di acqua e aria, contenute in due ampolle, un monocolo, una cartina con tracciato l'itinerario per raggiungere la città di Goring La, un curioso strumento per orientare le mappe. Non c’è spazio per i souvenir: il bagaglio è un kit di sopravvivenza, raccoglie dentro sé il necessaire fantastico per un viaggio reale. Valigie che sono altrettanti ponti verso mondi possibili, posti appena un passo a lato del nostro quotidiano; risplendono di simboli, cariche di richiami organici, cuori e cordoni ombelicali rosso porpora o carminio, sono il sangue venoso colmo di impurità o quello che sgorga come sorgente chiara dalle arterie, segnate da blu femminei, sorrette da trasparenze aeree vetrose, affermando un hic et nunc che brucia qualsiasi tentazione di spiritualità. Sono un’affermazione eppure un dialogo aperto: enti attivi, pensati nello svolgersi del tempo, immaginati come compagni di viaggio, da toccare, aprire, usare, rompere, manipolare e reinventare. Lo rivelano le numerose parti di ricambio, presenti in molte valigie, studiate con la meticolosa attenzione dell’ingegnere folle, innamorato della bellezza della macchina. Tutti oggetti accostati e ricombinati secondo regole apparentemente imperscrutabili, che funzionano come dispositivi di desiderio, inquietano, agiscono su chi li possiede con la forza del perturbante. Si tratta di sopravvivenze: l’opera di Rossella Roli, impudica, dismette ogni vanità e intraprende un’ascesa verso la vetta della montagna, verso altri spazi temporali, negli inferi della memoria. Non ci sono oggetti, infatti, slegati dall’azione del ricordare, essi sono naturalmente connotati come macchine del tempo. Materni nel loro proteggerci dall’horror vacui, sono presenze in prima istanza rassicuranti, capaci di ancorarci al reale, talvolta taumaturgiche. Scavalcando l’idea che l’opera d’arte - in particolare quella che ha a che fare con la scultura - necessiti di un luogo fisico determinato con cui discorrere e infrangendo la regola aurea che la vuole sacra, intoccabile, elemento ieratico quando avvolto in fumi metafisici, o semplicemente cinico, quando più connotato di allure contemporanea, l'assemblaggio di Rossella Roli invece è audace nel rinunciare ad uno status prestabilito, non ha paura di essere dipendente dal fruitore, di farsi cosa d’uso quotidiano. Eppure, ogni valigia è uno strumento di salvataggio, una dichiarazione di guerra all’oblio. Non c’è possibilità di rimozione o di stasi, tutto è azione, un corpo di soldato animato da quell’Eros terribile che non ha requie e incessantemente cerca, condannato da un desiderio inappagabile, così come cantato nella “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini:
“Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata  
alla solitudine la vita che mi hai data.”

Questo cake rappresenta il mio bagaglio - kit di sopravvivenza con la sua semplicità, è il mio ponte verso quel mondo possibile che mi attrae - l'India; le mele qui sono le presenze rassicuranti , le mie "macchine del tempo" che mi riconnettono ai ricordi. 

Ingredienti: 
2 mele 
120 g di farina di riso 
120 g di farina integrale 
3 uova 
130 g di zucchero di canna 
una tazza di chai tea 
30 g di olio extravergine d'oliva leggero e fruttato 
una bustina di lievito 
50 g di mandorle 
20 g di burro 
cannella 

Sbattere le uova con 110 g di zucchero per una decina di minuti, fino ad avere un composto gonfio e spumoso; aggiungere le farine e il lievito setacciati, il chai tea, l'olio e amalgamare dolcemente con una spatola, bisogna avere un impasto piuttosto gonfio. Aggiungere le mele pulite e tagliate e fettine molto sottili e versare l'impasto in una tortiera leggermente unta. Pestare le mandorle ed unirle al burro e al restante zucchero, amalgamandodita con le dita. Coprire l'impasto con questo composto di burro, zucchero e mandorle sbriciolandolo sulla superficie, spolverizzare un pò di cannella far cuocere in forno caldo a 180° per 35 minuti circa (controllare la cottura facendo la prova dello stecchino).


mercoledì 4 novembre 2009

Risotto del papà


Si chiama così perchè fatto con i porcini e i mirtilli raccolti dal mio papà...
Lo so, non è tempo di mirtilli, ma ne ho sempre un pò in freezer, pronti per ogni occasione.
Non credo sia un'accoppiata molto originale, anzi, so che in giro ci sono molte ricette simili, ma questa è la mia, fatta con riso buonissimo delle mie zone, i porcini e i mirtilli che mio padre raccoglie con grande passione ed anche fatica - chi ha provato può testimoniare... Vogliamo dire che è un risotto nato dall'amore di una figlia per il proprio padre?! Diciamolo pure! Non voglio però escludere anche la mia mamma, povera, mai nominata solo perchè è un disatro ai fornelli... Diciamo allora che dato il colore rosino che tanto piace a mia mamma questo è un risotto nato dall'amore di una figlia per la sua mamma e il suo papà!
Sarà stato questo rosa a farmi scrivere un post così infantile?! Mi sembra uno di quesi pensierini che la maestra delle elementari ogni tanto ci faceva scrivere....

Domani dovrei avere più tempo, e mi piacerebbe raccontare di un'amica e di un evento importante che la riguarda... Ovviamente con una ricettina ispirata da quest'evento!

Ingredienti senza dosi:
riso carnaroli
burro
funghi porcini
mirtilli
scalogno
olio
vino bianco
brodo vegetale

Affettare i funghi dopo averli puliti con un panno umido e trifolarliin una padella con un pò di olio per una decina di minuti circa. Preparare intanto il risotto facendo rosolare lo scalogno tritato con una noce di burro, aggiungere il riso, farlo tostare e sfumarlo con poco vino bianco. Aggiungere poco alla volta il bordo vegetale e a metà cottura aggiungere i funghi trifolati. Proseguire la cottura aggiungendo il brodo, e quando mancano pochi mintu a fine cottura aggiungere una manciata di mirtilli. Amalgamare il tutto e mantecare con del burro.




sabato 31 ottobre 2009

Una zucca spaventosa


Nessuna preparazione con la zucca oggi...In realtà non ho tempo, lavoro tutto il giorno e stasera cena fuori + cinema, in modo da staccare la spina e soprattutto farla staccare allo studioso che ho in casa!
Mi fa piacere però pubblicare queste foto della mia spaventosa zucca intagliata (l'anno scorso tra l'altro) che ho ritrovato per caso ieri sera, mentre girovagavo nei miei album alla ricerca di ricordi... E sì, ogni tanto vengo morsa dalla tarantola della malinconia e mi concedo serate con musica che non ascolto da anni e vecchie foto che mi ricordano momenti - importanti e non - della mia vita.

 


lunedì 21 settembre 2009

Aggiungi un posto tra le pentole...

Non mi ero mai interessata alla pentola a pressione prima di leggere questo post di un tocco di zenzero ... Mentre qualche settimana fa sbirciavo tra vari libri di cucina in una libreria mi sono trovata tra le mani questo libretto, con...pressione, e senza averlo sfogliato (perchè sigillato, non certo per mancanza di curiosità!) ho deciso di acquistarlo. Beh, sono rimasta a bocca aperta vedendo tutti i tipi di preparazione che si possono fare con la pentola a pressione! Addirittura i dolci!!!
Per me la pentola a pressione è una perfetta estranea: mai usata, mai vista usare dai miei genitori. Ricordo solo che quando da piccola andavo da mia zia spesso vedevo questa strana pentola rumorosa sul fuoco... e mi intimoriva. Sono rimasta sorpresa quando i miei genitori mi hanno detto di averne una in casa, una vecchia Lagostina - avrà almeno 25 anni - comprata per curiosità, dato che mia zia ne parlava come di un oggetto indispensabile; mia mamma ha ammesso di averla usata una volta e basta, per pigrizia, mentre mio padre, il cuoco di casa, preferisce altre pentole. Inutile dire che con il loro benestare mi sono appropriata di questa indispensabile pentola e l'ho portata a casa mia... Voglio provarla, sperimentarla, e se mi troverò bene allora passerò all'acquisto.
Il mio dilemma ora è: da dove inizio? come funziona?

mercoledì 2 settembre 2009

Il ritorno in città... degli altri

Milano è tornata la città frenetica e piena di gente di sempre. Agosto è stata una pacchia: i rumori notturni erano limitati (inesistenti no, ma almeno limitati!), le strade erano semideserte e, nonostante la mancanza di piste ciclabili e l’onnipotente presenza del pavè, era un piacere andare al lavoro in bici… Invece ora tutto è cambiato. Vengo svegliata dalla raccolta del vetro alle 6 del mattino circa o almeno così credo, cerco di ascoltare della musica mentre faccio colazione ma l’unica melodia che sento è quella stonata di clacson, accelazioni e frentate brusche. Esco di casa in bici per andare al lavoro, ho due percorsi alternativi: uno più corto ma costellato di pavè e sensi unici in direzione opposta alla mia e l’altro con un pezzo di pista ciclabile, un po’ più lungo e meno difficoltoso (anche se la pista ciclabile in parte è formata da sanpietrini e termina direttamente nel mezzo di un marciapiede che sfocia in una strada di pavè – strano, eh?! Opto per la più lunga, reputandola più sicura dell’altra. In 15 minuti circa, affogata dallo smog di mezzi di ogni tipo, rischio 3 volte di essere investita: la prima volta ho la precedenza, sono sulle strisce ciclabili con semaforo verde - come si chiameranno poi? - ma secondo la dura legge dell’automobilista milanese pedoni e ciclisti non hanno MAI precedenza, quindi perché farli passare?Anzi se ci provano rischiano pure… La seconda volta sono addirittura sulla pista ciclabile, ma un automobilista pensa bene di fare una curva strettissima e passarci sopra; la terza volta una macchina in doppia fila apre di colpo la portiera, io riesco a schivarla per un soffio e il tipo della macchina ha pure il coraggio di urlarmi “Guarda dove vai!” Purtroppo non finisce qui. Arrivo incolume al lavoro e lego la mia bici all’unico palo libero del parcheggio di moto e motorini – cosa che in teoria è proibita ma se non esistono dei portabici in centro che altro posso fare? – con una catenaccio che pesa quasi più di me. Quando esco dal lavoro trovo la bici a terra, con il fanalino rotto e una serie numerosa di graffi…
Welcome back milanesi.

domenica 23 agosto 2009

A caccia di mirtilli

Ieri ultima tappa delle mie vacanzine alternative, in montagna. Paesaggi bellissimi e fatica non indifferente.
Sotto la guida esperta di mio padre e con la compagnia di un bellissimo cucciolo di labrador siamo saliti fino a superare quota 2.000 metri e abbiamo raccolto i succulenti compagni delle mie preparazioni di questo caldo agosto, ovvero i mirtilli. È veramente una faticaccia, soprattutto quando l’aria di montagna ti fa venire una fame continua e inizi a mangiare, a momenti alterni, panini vari e i mirtilli raccolti man mano - pochi a dire il vero. Per fortuna i due uomini del nostro piccolo gruppo hanno raccolto mirtilli instancabilmente, così abbiamo fatto una piccola scorta per marmellata e altre preparazioni.



venerdì 21 agosto 2009

Letture estive...

C’è sempre un periodo di riflessione o, come lo chiamo io, di elaborazione del lutto quando si finisce di leggere un libro che ti ha appassionato sin dalla prima pagina. Ammetto che è una cosa che mi capita spesso. Oggi non è diverso dal solito. Oggi è un noioso venerdì di lavoro al bookshop, in giro c’è poca gente, manca la connessione internet e vorrei tanto iniziare a leggere il nuovo libro che ho scelto, con poca cura lo ammetto, dal mio piccolo scaffale - libreria. Ma non ci riesco. Ho ancora nella testa e nel cuore le emozioni che mi ha trasmesso Shantaram, finito di leggere ieri tutto ad un fiato: un libro bellissimo, capace di prendermi fino alle lacrime. Oggi, continuando a riflettere sulla vita di quest’uomo, sulle persone che ha incontrato, sui colori, sapori ed odori che mi sembra di aver condiviso con lui in questi giorni di lettura, ho una gran voglia di India, di quell’umanità che il protagonista ha incontrato nello slum, di quell’ingenua solidarietà e onestà di cui spesso sento la mancanza. E, perché no?! – in fondo questo è un blog di cucina – della sua cucina.

Purtroppo in questi giorni casa mia è un forno: ogni giorno quando torno dal lavoro, dopo aver attraversato Milano in bici, mi sembra quasi che mi manchi una mela in bocca per iniziare a cuocere a fuoco lento. Non riesco più a far nulla, né cucinare, né dormire (infatti nella ultime notti, armata di pigiama e cuscini, mi sono trasferita a dormire a casa dei suoceri, addormentandomi con la dolce nenia del condizionatore!). Non appena la temperatura inizierà ad essere più clemente vorrei tanto preparare qualcosa di speziato e tipicamente indiano, in onore di Shantaram.

venerdì 14 agosto 2009

La mia mini vacanza...

Quest'anno per vari motivi e strane e non proprio fortunate coincidenze non potrò godere delle solite e tanto desiderate settimane di vacanze estive... Vabbè, sperimenterò, anzi, ad essere sincera sto già sperimentando, una sorta di vacanza alternativa, godendomi tra le altre cose, una Milano completamente diversa da quella che sono abituata a vivere durante l'anno!
Prima tappa delle mie vacanzine alternative è stata Fiascherino, vicino a Lerici, posto incantevole nel quale ho trascorso 3 giorni splendidi in compagnia del mio compagno, accompagnata dal canto delle cicale e dalle onde del mare e dalla discreta e gradita presenza di persone che hanno condiviso con noi un panorama mozzafiato, facendoci sentire sempre a casa.
La mia mini vacanza, unita alla mia scarsa ispirazione in cucina motivata forse dal gran caldo o forse da chissà cos'altro, mi hanno tenuta lontana dal mio blog per una settimana... In attesa dell'ispirazione ecco qualche foto.