Avrei voluto chiamarle "le madeleines di Lucrezia", ma le mie prime madeleines sono uscite così cicciotte che non hanno nulla a che vedere un lei, una ragazza alta ed esile. Una delle prime volte che ho conosciuto Lucrezia - o Lucresia, per gli amici - tanto per cambiare abbiamo iniziato a parlare di cibo e di blog e durante una delle nostre chiacchierate aspettando gli intervalli degli spettacoli siamo finite a parlare di madeleines, mia grande mancanza culinaria causata dalla mancanza di uno stampo adeguato. Così, mentre mi lamentavo della scarsa reperibilità di stampi non in silicone (al momento sono contraria agli stampi in silicone, avendo letto cose non molto piacevoli qui) lei mi disse "io ne ho uno preso a Nizza, la prossima volta che vado te ne porto uno!". Ecco a differenza mia Lucrezia non ha la memoria corta, infatti mesi più tardi, esattamente qualche settimana fa, prima di andare a Parigi per il mio weekend speciale, mentre le elencavo con minuziosa maniacalità le cose che avrei voluto prendere lei mi blocca dicendomi "non prendere lo stampo per le madeleines, mi raccomando!". Detto fatto... Dopo pochi giorni é arrivata con uno splendido stampo nuovo di zecca per me, sapientemente comprato da sua mamma a Nizza. Come posso ringraziarla? Beh, avrei voluto dedicarle queste madeleines, ma penso che lo farò invitandola prossimamente per un'altra cooking session, in buona compagnia.
Dato che questo blog si chiama Lavanda in terrazza e io con la lavanda non ho ancora fatto nulla - e sì, anche perchè la mia terrazza giace morta e stecchita nel suo vaso - ho pensato di sfruttare un'idea di Kja, lo sciroppo alla lavanda, rifatto con dosi mie... davvero ottimo!
Prima di sfornarle mi sono documentata e ho appreso da Lydia il segreto della gobbetta, rimanendo estasiata davanti alla foto delle sue madeleines; poi, come spesso accade ho fatto un pò di testa mia, tenendo però bene a mente il suo suggerimento di riposo notturno in frigo. Ok, ho esagerato un pò con le dosi nei singoli stampi, sformandole un pochino in larghezza, ma la gobba c'è! E sono anche buonissime...
Ingredienti per 12 madeleines cicciotte:
2 cucchiai di sciroppo alla lavanda*
130 g di farina
95 g di burro di centrifuga
40 g di zucchero
40 g di miele
un cucchiaino di cremor tartaro
2 uova
*Qualche giorno prima preparare lo sciroppo alla lavanda, con queste dosi ne ho ottenuto una bottiglietta che conservo in frigo. Far bollire per circa 10 minuti 500 g di acqua e 300 g di zucchero, aggiungere poi due cucchiai di semi di lavanda bio e lasciare cuocere a fiamma medio bassa per altri 15 minuti, dopo di che togliere dal fuoco e lasciare in infusione per una notte, filtrando il mattino successivo. Kja dice che si conserva in frigo fino a 6 mesi.
Per le madeleines: sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il miele, il burro fuso e in seguito la farina setacciata con il cremor tartaro; aggiungere poi lo sciroppo di lavanda e far riposare l'impasto in frigo per una notte.
Il mattino seguente scaldare il forno a 220°, imburrare gli stampi e riempirli con un cucchiaino di impasto - in realtà io li ho riempiti con un cucchiaio pieno, mi sembravano vuoti, per quello sembrano dei gommoni marini! - e metterli in forno caldo per qualche minuto, finchè non saranno dorati e gobbi, lo shock termico provocherà la gobbetta. Io li ho lasciati in forno caldo a 220° per 5 minuti, poi dato che mi sembravano già coloriti sotto ho abbassato la fiamma a 180° e li ho lasciati cuocere per altri 5 minuti.