martedì 10 agosto 2010

Insalata di pollo con cetrioli e yogurt alla menta


Un piccolo calcio alla pigrizia che in questi giorni è più forte che mai.
Finalmente sono arrivate le tanto desiderate vacanze, mai come quest'anno ho bisogno di staccare la spina e allontanarmi da qui.
Mio padre sta davvero meglio, si è ripreso velocemente ed oggi torna a casa... Cicatrici a parte, vedendolo non si direbbe che ha subito un intervento al cuore! Mi spiace un pò lasciarlo qui, ma so che è in ottima compagnia: mia madre e Penelope - la cagnolina cicciona che oggi impazzirà rivedendo il "suo" papà - che lo allieteranno al meglio. So che il suo grande rimpianto saranno sicuramente le gite in montagna che era solito fare: quest'anno niente quintali di mirtilli, nessuna marmellata homemade... Gli ho detto che si potrà rifare ad autunno con i suoi adorati funghi e magari a fine agosto con la pesca di gamberi di fiume, passione novità dell'estate 2009.

Per quanto mi riguarda i prossimi giorni mi vedranno in Puglia, per una fugace vacanza sotto il segno del mare, della stracciatella e della focaccia pugliese, e poi alla scoperta della Provenza! Poi sarò di ritorno a Milano, dove mi raggiungerà un'amica dagli Stati Uniti... non ci vediamo da 6 anni, sono molto eccitata all'idea di trascorrere del tempo con lei!
Vi saluto quindi con questo piatto estivo e veloce, che ho replicato spesso negli scorsi giorni...

Ingredienti:
500 g di petto di pollo (il mio era a fette)
2 cetrioli
un vasetto di yogurt greco
3 rametti di menta fresca
fleur de sal
olio extravergine d'oliva

In una pentola portare ad ebollizione 1,5 l di acqua e appena bolle buttarvi dentro le fette di pollo e farle bollire per circa 15 minuti, quindi scolarle e farle raffreddare. Quando saranno tiepide o a temperatura ambiente tagliatele a listarelle (o a dadini, come si preferisce) e condirle con del sale e dell'olio. 
Pestare le foglie di menta lavate e asciugate (oppure tritarle finemente) e mescolarle allo yogurt greco; sbucciare i cetrioli, privarli dei semi e tagliarli a pezzetti. Unire quindi i cetrioli al pollo e amalgamarli con lo yogurt alla menta.

venerdì 30 luglio 2010

Arrosto di tacchino con pomodori secchi, mandorle e basilico


Mancano ancora una decina di giorni alle mie tanto sospirate vacanze, e pian piano sto iniziando a svuotare il freezer... Ho iniziato ieri dalla fesa di tacchino.
Mi piaceva l'idea di riempirla con qualcosa di saporito ed estivo allo stesso tempo... nel mio immaginario i pomodori  - freschi e secchi - sono il simbolo dell'estate, così come il basilico: ecco trovato il mio ripieno ideale!

Ingredienti:
una fesa di tacchino da circa 1 kg
200 g di pomodori secchi sott'olio
una decina di foglie di basilico
130 g di mandorle con la pelle
olio extravergine d'oliva
sale
aceto di pinot nero (o vino)

Tritare piuttosto finemente i pomodori secchi con il basilico lavato e le mandorle, regolando di sale se necessario (io non l'ho fatto) e aggiungendo qualche cucchiaio di olio. 
Con un coltello affilato aprire a libro la fesa di tacchino, in modo da avere un'unica fetta di circa 1,5 cm di spessore e spalmarvi in superficie il trito di pomodori e mandorle (forse ne avanzerà... io ci ho condito la pasta!); arrotolare la fesa su se stessa e chiuderla bene con uno spago - passaggio che ancora mi crea qualche problema! - quindi massaggiarla con un pò di sale.
In una padella dai bordi alti - io ne ho usata una in ghisa - far scaldare dell'olio con uno spicchio d'aglio, che poi verrà eliminato, e far rosolare la fesa di tacchino girandola su tutti i lati; sfumare quindi con un pò di aceto di pinot nero per qualche minuto e continuare la cottura con coperchio per almeno 45 minuti a fiamma dolce, girando di tanto in tanto l'arrosto e controllando che il fondo di cottura non si asciughi: A cottura ultimata far raffreddare l'arrosto prima di tagliarlo e servirlo freddo - o anche appena scaldato se si preferisce - con un pò del suo fondo di cottura.

mercoledì 28 luglio 2010

Gelo di melone


Ho già dichiarato più volte il mio amore per l'anguria, che in queste settimane sta diventando il mio pasto principale!
Gloria: "Mamma, ieri ho fatto il gelo di melone"
Mamma di Gloria: "cosa?"
Gloria: " ma sì, u gelu di miluni, mellone, cocomero, anguria... come si dice in siciliano??"
Mamma di Gloria: " ma che cos'è? un dolce?? chissà che buono...che fantasia che hai!"
Gloria: " ma quale fantasia, è un dolce tipico siciliano, semplicissimo, fresco e buono!"

L'ho già scritto in passato, mia mamma è siciliana. Se penso alla Sicilia mi vengono subito in mente immagini di città e paesini che trovo a dir poco stupendi, un mare bellissimo, e una cucina ricca e sublime. Nonostante le radici siciliane in casa mia non si mangia nulla di siciliano (a parte le sarde a beccafico che talvolta prepara mio padre!), dato che mia mamma e i fornelli non stanno nello stesso universo. La sorella maggiore di mia mamma invece, la zia Giovanna, detta "la lupa", ha un approccio ai fornelli completamente diverso da quello di mia mamma, e se ho qualche curiosità circa la cucina siciliana so che posso rivolgermi a lei. Qualche anno fa ad esempio mi insegnò a fare gli arancini, da me chiamati " le bombe della zia Giò" a causa delle loro dimensioni spropositate...che bontà! L'unica cosa sicula in cucina con cui mia zia non ha nessuna confidenza sono i dolci: in questo campo la mia golosità cerca di sopperire alle mancanza di ricette di famiglia.

Per questo gelo di meloni ho usato dei fiori di gelsomino essicati, preferendo non usare quelli freschi della mia pianta che qualche settimana fa era invasa dalle formiche (che io ho sconfitto con rimedi chimici  - purtroppo!).*

ps:  in siciliano muluna significa anguria, ecco perchè si chiama gelo di melone!

Ingredienti per 4 coppette:
1 kg di anguria senza la buccia
2 cucchiai di zucchero (se piace più dolce la dose può essere aumentata)
80 g di frumina
2 cucchiai di fiori di gelsomino

Eliminare i semini dell'anguria, frullarla e passarla al setaccio per ottenere il succo.
Versare il succo in una pentola, aggiungere lo zucchero e poco alla volta la frumina, mescolando in modo da non avere grumi; unire infine i fiori di gelsomino (o se si preferisce non averli interi nel dolce preparare un infuso da aggiungere al succo di anguria). Mettere la pentola su furoco medio-basso e mescolare di continuo, finchè non inizierà ad addensarsi (dopo circa 10 minuti), togliere quindi dal fuoco e sistemare nelle coppette o negli stampini, far raffreddare e riporle poi in frigo per almeno 3 ore.
A piacere il gelo di melone può essere servito con scaglie di cioccolato fondente o con pistacchi tritati.

* Segnalo un'utilissima precisazione per quanto riguarda la distinzione tra gelsomino e "falso" gelsomino (o rincospermo) suggeritami da Milena (qui).