giovedì 3 dicembre 2009

Fave e borragine



Credo di aver bisogno di un minimo di depurazione, e non solo perchè tra poco ci saranno le grandi abbuffate delle feste e i vari biscottamenti e realizzazione di dolci vari da regalare... Ieri, mentre mi preparavo per andare al lavoro ho notato che quei chili in più che quotidianamente faccio finta di non vedere sono aumentati! Il problema è che molte delle cose che ho nell'armadio mi entrano a fatica creando uno stradevole effetto "salsiccia che sta per esplodere", quindi un pò di depurazione non può che far bene, anche al mio portafogli!
Questo piatto è un mio remake di un classico piatto povero, fave e cicoria, in mancanza di quest'ultima ho usato la borragine, pianta dalle molte proprietà. Quali? Beh, ha un azione antinfiammatoria, antipiretica, sostiene poi il sistema nervoso, è antidepressiva, aiuta a combattera i disturbi dell'insonni e migliora la memoria e i processi di apprendimento, inoltre ha proprietà diuretiche*. Una sorta di toccasana, no?

*Informazioni tratte dal Manuale pratico di rimedi naturali

Ingredienti:
200 g di fave decorticate
1 kg di borragine
uno spicchio di aglio
olio extravergine d'oliva
sale
peperoncino a piacere

Mettere in ammollo le fave per almeno 8 ore (io le ho lasciate in ammollo una notte intera). Dopo le ore di ammollo sistemarle in pentola  io ho usato quella a pressione) coprendole con due dita d'acqua regolando di sale; da quando inizia a fischiare abbassare la fiamma e calcolare 20 minuti di cottura; nel frattempo lavare la borragine e lessarla a parte; farla saltare poi con lo spicchio d'aglio, un filo d'olio e del peperoncino ed infine unirla alle fave cotte.

mercoledì 2 dicembre 2009

Scones cavolettiani che creano dipendenza


Sin da quando ho avuto tra le mani in libro del cavolo ho saputo che avrei fatto questi scones per primi. Quello che non sapevo è che ne sarei diventata dipendente.
Quando ho incontrato Sigrid qualche sera fa a Milano, con l'odore di prosecco tipico di chi ha bevuto parecchi bicchieri (mi vergogno un pò a dire quanti) e con la faccia di tolla simpsoniana tipica di chi in un dato momento non sa dire nulla di intelligente - mi sono sentita un pò Homer "presto dì qualcosa di intellingente altrimenti penseranno che sei stupido" "chi la fa l'aspetti" - le ho detto che avrei preparato una ricetta del suo libro per farmi perdonare dal mio ragazzo, irritato dal ritardo ad un altro appuntamento. Promessa mantenuta nei confronti di tutti ;)
Non avevo mai assaggiato gli scones prima, non so gli altri ma questi sono fantastici, tant'è che non riesco a smettere di mangiarli. Facili da preparare, veloci, buoni, anzi buonissimi, cosa chiedere di più? Forse un pò di fotogenia?! ok, non sono un mostro della fotografia ma questi scones sono proprio poco fotogenici... 
ho seguito la ricetta di Sigrid fedelmente (forse per la prima volta in vita mia!) ad eccezione delle quantità di uvetta, dato che non ne avevo abbastanza.

Ingredienti per circa 20 scones:
500 g di farina
110 g di burro di centrifuga
250 ml di latte
2 cucchiai di cremor tartaro
80 g di uvette
2 cucchiai di zucchero di canna
un cucchiaino di sale
un uovo

Setacciare la farina con il cremor tartaro, unire zucchero e sale e mescolare .Aggiungere il burro morbido a fiocchetti sbriciolandolo nella farina finché si assorba; unire l'uvetta e mescolare. Versare il latte al centro e, con una forchetta, mescolare lavorando poi l'impasto con le mani.
Stendere l'impasto a circa 3 cm di spessore e ritagliare gli scones con un coppapasta di circa 5 cm, sistemarli su una teglia tenendo una distanza di 2 cm tra uno e l'altro e spennelare la superficie di ognuno con un uovo sbattuto. Cuocere in forno caldo a 200° per circa 15-20 minuti, poi far intiepidire.
Nota: tiepidi sono eccezionali, ma anche il giorno dopo sono ancora buonissimi.

martedì 1 dicembre 2009

Torta salata con zucca, patate e verza


Gloria vs. verza 1 a 1.
Ogni tanto spunta in casa una bella verza dalla campagna, nonostante io provi in ogni modo a rifiutarla. Mi piace la verza, il problema è che mi dura sempre molto e finisco per mangiarla 2 o 3 volte a settimana mentre a me piace variare sia le preparazioni che le materie prime. Questa verza è arrivata giorni fa dopo la spesona settimanale, il frigo era quindi già pieno di altre cose e nonostante tutto lei è qui, a causa di un "la tieni in balcone".  In questo caso verza (o meglio dire, suocera) batte Gloria 1 a 0.
Ieri, mentre cercavo un modo di pulire il balcone inzozzato dalla pioggia (ma è solo il mio balcone che quando piove diventa un campo da calcio fangoso  con pezzi di intonaco caduti da chissà dove!?) ho visto un sacchetto appoggiato su un piano e dimenticato, l'ho preso e guarda un pò chi si rivede?! "Buonasera sig.ra verza, non starà più a prendere freddo, stasera la cucino per le feste..."
Avevo letto tempo fa su un libricino forse a casa dei miei genitori di un abbinamento verza, zucca e patate, e dato che mi ritrovo anche con due zucche ho approfittato dell'occasione per usarne una. Unico neo: ho ancora mezza verza in frigo, stavolta. L'ho detto che mi dura sempre un sacco!

Ingredienti:
un rotolo di pasta sfoglia (quando la farò io nevicherà!)
mezza verza
uno scalogno
4 patate
una zucca da circa 1,5 kg
olio extravergine d'oliva, sale

Pulire la zucca, tagliarla a dadini e farla cuocere a vapore per almeno 20 minuti. Pelare le patare, tagliarle a fettine e farle rosolare in una padella con uno scalogno tritato e un filo d'olio per qualche minuti; nel frattempo pulire la verza, tagliarla a strisce ed aggiungerla alle patate insieme a 2 bicchieri di acqua calda e cuocere per circa 15-20 minuti regolando di sale. Quando patate e verza saranno cotte e senza più acqua versarle in un recipiente insieme alla zucca, mescolare bene e versarle nella sfoglia già stesa nella tortiera. Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 40 minuti.

Io ho usato un pò del ripieno zucca, verza e patate per condire del farro come schiscetta per il pranzo di oggi!